Riassunto Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

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riassunto, analisi e commento del libro "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Luis Sepulveda (3 pagine formato doc)

Riassunto Il vecchio che leggeva romanzi d'amore - IL VECCHIO CHE LEGGEVA ROMANZI D’AMORE

L’autore decide di cominciare la narrazione del suo libro ambientandolo in un giorno ventoso della foresta amazzonica, mettendo subito in evidenza ciò che ad una prima occhiata può sembrare il protagonista.
Si tratta di un uomo anziano, il dottor Rubicundo Loachamin, per la precisione, un dentista che reputa il Governo, responsabile di tutti i mali.
Il dentista aveva un bel daffare in una città come El Idilio, in quanto quasi ogni giorno aveva o qualche dente da togliere ad un paziente o qualche dentiera da ordinare.

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Il sindaco di questa città aveva uno strano soprannome datogli dalla gente del posto: ”lumaca”, questo perchè non faceva altro che sudare.
Nessuno era mai d’accordo con ciò che lui diceva.
Aveva modi sgarbati per definire gli Shuar, indigeni che abitavano la Foresta Amazzonica, li chiamava selvaggi.
Un giorno, uno sfortunato giorno, gli Shuar trovarono un cadavere sulla riva del fiume, così lo portarono in città e il sindaco li incolpò dell’omicidio.
Questi cercarono di difendersi al meglio ma, senza successo.
Solo con l’aiuto di Antonio José Bolivar, un vecchio “saggio” del villaggio che sapeva leggere ma non scrivere, il sindaco si rassegnò a quella che era effettivamente la verità, valeva a dire che quell’uomo era stato ucciso da un animale molto feroce: il tigrillo, un tigrillo femmina.

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Questo animale era così feroce perchè il gringo le aveva ucciso i cuccioli e aveva ferito gravemente il maschio.
Il timore era che, con il passare dei giorni, il tigrillo potesse seminare terrore e morte nel piccolo paese di El Idilio.
Antonio José Bolivar aveva vissuto per molti anni con gli shuar ed era diventato loro amico. Un brutto giorno, cinque avventurieri, per aprire una via alla corrente del fiume Nagaritza, fecero saltare con la dinamite la diga di contenimento dove deponevano le uova i pesci. Gli shuar accorsero ed i bianchi, spaventati, iniziarono a sparare colpendo due indigeni. Uno di questi era Nushino, il migliore amico di Antonio, che gli fece promettere che l’avrebbe vendicato. Antonio tenne fede alla promessa fatta ma non con le modalità che gli shuar si aspettavano. Ciò gli costò l’allontanamento definitivo dal loro villaggio.
Dopo alcuni giorni di navigazione giunse a El Idilio, luogo da cui era partito in gioventù.

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