Cesare Beccaria: vita e pensiero

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Vita e pensiero di Cesare Beccaria: riassunto (1 pagine formato doc)

CESARE BECCARIA: VITA E PENSIERO

Cesare Beccaria.

Cesare Beccaria nasce nel 38 muore nel 1794 quando il sogno dei nuovi ideali sta tramontando, la rivoluzione in forma violenta tenta di affermare i grandi principi illuministici. Beccaria vede tramontare le grande utopie del 700. Nobile famiglia anche se non molto ricca, si sposa contro i voleri della famiglia. Figlia Giulia molto amata, dolce e vivace, persona illuminata che però fece sposare la figlia con Pietro Verri, che poteva essere suo nonno.
Il matrimonio non resse e Giulia trovò l’amore in Carlo Imbonati, col quale visse a Parigi. Scrive “dei delitti e delle pene”, importante perché il libro è un attacco al sistema giudiziario ancora medievale con l’uso e l’abuso della tortura, è il testo che ha sancito la differenza tra peccato e reato. Il peccato riguarda la morale, il reato è la violazione della legge, i due concetti erano sovrapposti, chi commetteva reato commetteva peccato, distinzione che egli pone. Il successo fu planetario, venne invitato in Russia da Caterina e Beccaria insegnò in queste scuole palatine. Concepisce la cultura in maniera utilitaristica, il tema affrontato è quello della giustizia, che aveva il demerito di presentarsi arretrata, contro questo sistema giuridico Beccaria scrive il suo pamphlet.

Cesare Beccaria: biografia e opere

CESARE BECCARIA: PENSIERO

Contro la tortura e la pena di morte, verso un governo illuminato dello Stato Idea che uno stato possa essere padrone della vita di un individuo, argomenta la propria tesi, il merito di Beccaria è quello di costruire un ragionamento serrato contro la pena di morte, lo stato non ha il diritto di togliere la vita all’uomo, che è un diritto inalienabile. La pena di morte non rappresenta un deterrente dal compiere altri delitti, sull’assassino tutto svanisce, se chi ha intenzione di delinquere è una pena da scontare sarà frenato dal compierlo, penserà che una propria porzione di vita è chiusa in prigione. La pena non si sconta più lungo un giorno solo, ma lungo tutto l’arco di tempo della pena.

CESARE BECCARIA DEI DELITTI

Obbiettivo di costruire una società più ordinata, il diritto alla libertà viene meno rispetto al fatto che lo stato ha necessità di chiedere il conto a questa persona. Beccaria si trova di fronte un sistema giudiziario che non funzionava, critica al sistema in tutta l’Europa, le sue riflessioni ebbero un effetto epocale. Se non si interviene nel modo giusto, importante il fatto che Beccaria faccia parlare la persona che ha compiuto il delitto, si propone l’ottica di chi ha ucciso, se il sistema non viene riformato questi guasti continuano ad essere accettati quasi con rassegnazione dagli individui, preoccupazione che il sistema continui ad agire. Ragionando sulla pena capitale e sulla pena detentiva si arriva a capire che le colpe di chi delinque derivano dall’ingiustizia della società, ribellione nei confronti del sistema, tesi molto avanzata, tesi che potrebbe valere anche ai nostri giorni. Questa riflessione è molto efficace nel ‘700, che è la data finale dei privilegi feudali, fino al ‘700 il sistema sociale è assai rigido, chi sta negli strati inferiori perché deve avere diritto a qualche cosa? La ribellione può divenire una cosa lecita, si apre un’ambiguità nella riflessione che può dare origine ad atti di ribellione, ma per evitare queste Beccaria si rifà al passato.