La scomparsa di Majorana: recensione e analisi

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La scomparsa di Majorana: recensione, analisi, commento e riassunto del racconto di Leonardo Sciascia (2 pagine formato doc)

LA SCOMPARSA DI MAJORANA: RECENSIONE E ANALISI

La scomparsa di Majorana.

L’autore Leonardo Sciascia (1921-1989) è stato uno scrittore, giornalista e politico siciliano. Ha scritto La scomparsa di Majorana nel 1975. Sciascia scava a fondo sulla scomparsa del fisico Ettore Majorana, avvenimento che all’epoca dei fatti venne archiviato come suicidio ma secondo l’autore nasconde una fuga programmata e architettata con cura.
Il libro può essere considerato per certi aspetti una sorta di biografia, l’unico personaggio presente, o comunque l’unico davvero rilevante è, infatti, Majorana.
Appaiono anche altri personaggi secondari quali i suoi famigliari, il capo della polizia, i suoi collaboratori e alcuni illustri fisici ma lo scrittore se ne serve solo per mostrare come la folle genialità del fisico sia del tutto incompresa e precoce rispetto ai contemporanei. L’obiettivo di Sciascia è descrivere in ogni suo particolare il profilo psicologico e comportamentale del grande scienzato, a questo scopo introduce anche una digressione sul suo viaggio in Germania.

La scomparsa di Majorana: recensione e commento

LA SCOMPARSA DI MAJORANA RIASSUNTO

Questo excursus, apparentemente estraneo alla questione, è invece fondamentale, insieme al racconto dei suoi atteggiamenti in cattedra e a casa, a costruire le fondamenta necessarie allo scrittore per rendere valida la sua ipotesi.
Alcune caratteristiche del suo carattere, come la genialità precoce e la sua timida scontrosità, vengono rese note nelle prime pagine del libro, mentre la paura e la coscienza dei futuri pericoli sono chiare soprattutto nella fase finale. Ovviamente la descrizione fisica del protagonista è assente,
come lo sono quelle degli ambienti presenti nel libro. I luoghi sono nominati solo per dare un’idea al lettore di dove si svolgano gli episodi, ma non c’è interesse alcuno a mostrarne i particolari, che potrebbero deviare l’attenzione dal soggetto centrale dell’opera.

Enrico Fermi: biografia e scoperte

I fatti narrati, sulla base delle frammentarie fonti storiche, sono ambientati negli anni precedenti alla scomparsa di Majorana, cioè alla fine degli anni ‘30 del XX secolo. L’ordine cronologico è lineare, i fatti e le supposizioni si susseguono consecutivamente e nelle rare occasioni in cui Sciascia ricorre alla tecnica del Flashback è solo per spiegare un’affermazione o una teoria altrimenti ambigua .
Allo stesso modo il linguaggio adottato dall’autore è semplice e accessibile a chiunque, nonostante ciò il registro è piuttosto tecnico, per avvalorare la scientificità e validità dell’indagine. Nel testo sono presenti svariate citazioni, alcune semplici come quelle alle opere pirandelliane e altre più colte come quella alla Recherche, probabilmente inserite per coinvolgere il lettore in questo gioco di riferimenti e creare con lui un’intesa particolare.
Lo scrittore assume contemporaneamente il ruolo di narratore e investigatore, descrivendo le vicende in terza persona tranne quando deve riportare lettere o scritti originali, che trascrive interamente senza alcun adattamento.

La scomparsa di Majorana: riassunto e commento

LA SCOMPARSA DI MAJORANA COMMENTO

La tecnica preferita dal romanziere è il discorso indiretto e la concretizzazione dei pensieri in poche righe di testo. E’ doveroso notare come Sciascia, velatamente, condivida le tesi e le paure del fisico, e comprenda le ragioni del suo atteggiamento indifferente verso il regime.
Nel libro non ci sono accusatori né sospettati, bensì solo la decisione lucida di un uomo e le cause che l’hanno spinto fino a quel punto. Non importa se davvero le cose siano andate così o meno, il nocciolo della questione è il rifiuto di Majorana di utilizzare le sue capacità in modo potenzialmente dannoso per il pianeta e, quando si accorge che altri l’hanno fatto al posto suo, la scelta di fuggire. Il libro analizza l’aspetto morale delle scoperte scientifiche, cioè fin dove è lecito muoversi senza andare contro ai nostri stessi interessi di uomini. La critica dell’autore agli scienziati che hanno progettato la bomba atomica, senza alcuno scrupolo prima del suo utilizzo, è forte ed esplicita, la loro genialità e condizione di uomini liberi doveva infatti permettergli di decidere per il bene del mondo, ponendo come criterio l’utile dell’umanità. L’autore, seppure in modo pacato e mai aggressivo, critica anche l’operato della polizia, spesso inadempiente ai propri doveri e troppo superficiale nelle indagini, e quello della magistratura, che senza grandi sicurezze costruisce processi a innocenti, destinati sì a crollare come castelli di carta, ma comunque dolorosi per gli imputati.