Tacito orror di solitaria selva: parafrasi e analisi

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Testo, parafrasi e analisi dell'opera di Alfieri, Tacito orror di solitaria selva (2 pagine formato doc)

TACITO ORROR DI SOLITARIA SELVA: PARAFRASI E ANALISI

Tacito orror di solitaria selva
Il sonetto fu composto il 26 agosto 1786.
Tacito orror  1 solitaria selva
di sì dolce tristezza il cor mi bea,
che in essa al par di me non si ricrea
tra' i figli suoi nessuna orrida belva 2.
E quanto addentro più il mio piè s'inselva 3,
tanto più calma e gioia in me si crea;
onde membrando 4 com'io là godea,
spesso mia mente poscia si rinselva 5.
Non ch'io gli uomini abborra, e che in me stesso
mende 6 non vegga, e più che in altri assai;
nè ch'io mi creda al buon sentier più appresso 7:
ma, non mi piacque il vil secol mai:
e dal pesante regal giogo 8 oppresso,
sol nei deserti tacciono i miei guai 9.

Tacito orror di solitaria selva di Alfieri: parafrasi e breve riassunto

VITTORIO ALFIERI, TACITO ORROR DI SOLITARIA SELVA: PARAFRASI

Appunti prof: Importante l'ossimoro "dolce tristezza" che fa ricordare il "dolce naufragare" di Leopardi.

Una belva tremenda non sta a suo agio più di me in questa selva.
Tanto più mi inoltro in questa selva, tanto più il mio animo agitato trova quiete. Alfieri trova una sintonia tra il suo stato d'animo e come si presenta questa selva: come il suo animo è turbato, la selva è allo stesso modo intricata, piena di alberi e di pericoli, un luogo che incute timore.
Questo è un luogo interiorizzato, che rimane nel ricordo. Qui, però, si raggiunge un'empatia, poichè il senso di paura è piacevole.
Nell'ultima terzina, troviamo una serie di riferimenti al "secolo" che sta vivendo Alfieri. Questi riferimenti ci fanno capire l'insofferenza di Alfieri nei confronti della realtà e del suo tempo: "il vil secolo", "non mi piacque". Alfieri parla di un potere oppressivo, di un giogo pesante.

Alfieri e Petrarca a confronto: tema svolto

ANALISI DEL TESTO: TACITO ORROR DI SOLITARIA SELVA

Note:
1.    orror: la selva, cupa e silenziosa, ispira un senso di orrore.
2.    che … belva: nessuna orrida belva si allieta tra i suoi piccoli quanto io mi conforto in essa.
3.    s’inselva: si addentra nella selva. Si noti la rima ricca col v. 1: le due parole in rima hanno in comune anche la consonante che precede la vocale tonica. Tra selva e s’inselva si crea poi una figura etimologica. Sono procedimento di sapore petrarchesco.
4.    membrando: ricordando.
5.    si rinselva: si rifugia fantasticando in quella selva (ancora una rima ricca e una figura etimologica).
6.    mende: colpe.
7.    al buon … appresso: il più vicino alla via della virtù.
8.    regal giogo: l’oppressione dei sovrani assoluti.