Trieste di Saba: analisi e testo della poesia

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Trieste di Saba: analisi e testo della poesia, più riassunto (2 pagine formato doc)

TRIESTE DI SABA: ANALISI E TESTO DELLA POESIA

Questa poesia, composta nel 1910, appartiene alla sezione Trieste e una donna del Canzoniere (1921) del poeta triestino Umberto Saba (1883-1957; Percorso 4, p.

264). I testi di Saba sono stati successivamente ritenuti i modelli originari di quel filone poetico del secondo Novecento – detto “filone antinovecentista” o “sabiano” – caratterizzato dall’abbondanza dei riferimenti autobiografici e da un linguaggio accessibile e colloquiale, fondato su un lessico semplice, riferito a situazioni e oggetti della quotidianità.

Trieste di Saba: analisi del testo

TRIESTE DI SABA: TESTO DELLA POESIA

Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
5 un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
10 è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
15 Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
20 circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
25 pensosa e schiva.

Trieste di Saba: commento

TRIESTE UMBERTO SABA: METRICA

2.

un’erta: una strada in salita; al verso 15 il termine erta è usato nel senso di “altura”. 8-9. scontrosa grazia: si tratta di un ossimoro. 10. aspro e vorace: scontroso e ingordo, affamato. 16. mena: porta. ingombrata: affollata. 24-25. alla mia vita pensosa e schiva: l’espressione è un’ipallage e significa “al mio modo di vivere di persona pensosa e schiva”.