Giovanni Verga: riassunto vita, opere e stile

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Riassunto della vita di Verga, il Verismo, i racconti di "Vita dei campi" e la poetica (5 pagine formato doc)

GIOVANNI VERGA: RIASSUNTO VITA, OPERE E STILE

Giovanni Verga: vita e opere.

Il Positivismo pessimista di Verga: 1860 al 1890 sono gli anni in cui nasce il nuovo Stato italiano, caratterizzati da molteplici problemi politici, sociali ed economici, specialmente per il Mezzogiorno. Nella fase giovanile, tardo-romantica e scapigliata, ambienta i suoi romanzi nel mondo alto-borghese e nobiliare, proponendo storie di donne appassionate, di artisti bohémiens, di amori travolgenti e drammatici.
Con l’adesione al Verismo, nelle sue opere entra il mondo degli umili, in particolare della Sicilia. Anche il linguaggio muta, e il punto di vista è degli stessi personaggi. Scelse di non far ricorso al dialetto ma di imitare la sintassi dialettale e di italianizzare espressioni tipiche e proverbi popolari. I protagonisti appaiono dominati dalla logica economica, dalle leggi dell’utile e dell’interesse. Sul piano ideologico, aderisce al Positivismo, valorizzandone gli elementi materialistici e deterministici ma non si riconosce nel suo ottimismo di fondo: se l’umanità progredisce per effetto delle conquiste scientifiche e tecnologiche, l’uomo singolo è destinato all’infelicità.

Giovanni Verga: riasssunto vita e opere


GIOVANNI VERGA, POETICA

Vita e opere. Compose tre romanzi erotico-sentimentali e Il bozzetto Nedda.
L’adesione al Verismo
La stagione dei capolavori e l’insuccesso dei Malavoglia
Il primo racconto verista è considerato Rosso Malpelo, scritto nel 1878 e inserito nella raccolta Vita dei campi, uscita nel 1880 per l’editore Traves di Milano; nel 1881 fu la volta di I Malavoglia primo romanzo di un progettato ciclo intitolato I Vinti, cui seguirono le Novelle rusticane, il romanzo il marito di Elena (1882) i racconti Per le vie (1883). I Malavoglia fu un insuccesso, nonostante l’appassionata difesa di Capuana: lo stile (aspro, modulato, sintassi nel dialetto) e la tecnica narrativa (abbandono del narratore onnisciente) erano troppo anomali per poter essere accolti immediatamente dal pubblico italiano, non abituato allo sperimentalismo, promuove le sue nuove opere all’estero: incominciò una corrispondenza con lo scrittore svizzero Rod, fece visita a Zola e visitò Londra.

Giovanni Verga: riassunto vita e pensiero


GIOVANNI VERGA E IL VERISMO

Il successo teatrale di Giovanni Verga: Nel  1884 un grande successo ottenne a teatro il dramma Cavalleria rusticana, lo scrittore fece un nuovo viaggio a Parigi, dove incontrò Zola, De Goncourt, Rod. Negli anni che seguirono visse a Milano, Roma e la Sicilia, portando a termine la raccolta di novelle Vagabondaggio  e il secondo romanzo dei Vinti, Mastro-don Gesualdo, mentre andò in porto la riduzione lirica La Lupa da parte del musicista Puccini.
Nel 1893 fece ritorno a Catania. Nella città natale lavorò ai drammi In portineria, La Lupa, Caccia al Lupo, Caccia alla volpe, Dal tuo al mio, e in modo discontinuo al terzo romanzo dei Vinti, la duchessa di Leyra, ma si arrestò al primo capitolo (pubblicato Postumo).
Visse l’ultima parte della sua vita in maniera appartata. Politicamente assunse un atteggiamento sempre più conservatore.