Bucoliche e Georgiche di Virgilio: analisi

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Analisi contenutistica e storica delle Bucoliche e delle Georgiche di Virgilio (4 pagine formato doc)

BUCOLICHE E GEORGICHE

Le bucoliche di Virgilio.

Dal 42 al 39 a.C. Virgilio compose le “Bucoliche” ( boukoloi = pastori ), una raccolta di 10 ecloghe o “canti scelti” in esametri. Esse furono composte negli anni dello scontro di Filippi (Brutto e Cassio contro Antonio e Ottaviano). In esse Virgilio riporta inoltre la sua esperienza personale legata alla confisca dei terreni agricoli destinati ai milites.
Struttura e contenuto. Le bucoliche sono appunto organizzate in 10 ecloghe con struttura dialogica (amebea)  durante la quale i pastori discorrono tra loro.
I contenuti principali sono:
-    amarezza per la confisca dei terreni agricoli, l’amore infelice, poesia tenue e leggera, mondo pastorale, la nascita di un puer e che darà inizio all’età dell’oro, l’elogio a tutto il mondo bucolico, l’ agone poetico, la consolatio.

Vita di Virgilio, Bucoliche e Georgiche: riassunto

LA NATURA NELLE BUCOLICHE E NELLE GEORGICHE

Motivi e sentimenti dell’Arcadia. Nelle Bucoliche la natura, e in particolare il paesaggio agreste è visto come un locus amoenus che garantisce serenità e pace con carattere principalmente esornativo. Nella composizione Virgilio si rifà alla tradizione di Teocrito, considerato vero e proprio inventor del genere pastorale. Il paesaggio a cui Virgilio si ispira è quello dell’Arcadia, la regione greca del Peloponneso, peculiare per la presenza dei pastori. Il paesaggio agreste rappresenta allora per Virgilio lo strumento di sublimazione dei dolori e della malinconia, dove allontanare le contraddizioni e le tensioni della realtà. Virgilio riesce così a creare una straordinaria sintesi tra realtà e sogno.
 La poesia per Virgilio assume fondamentale importanza; infatti essa è vista come il più grande tra gli strumenti dell’uomo, che si eleva ad un livello maggiore rispetto alle crudeltà e violenze umane.
 Un topos letterario della poesia virgiliana è inoltre l’amore infelice, visto come dementia et furor, molto presente nella poesia pastorale greca e latina. Nella composizione non mancano tuttavia excursus sulla politica del tempo, sulle guerre civili e sulle confische dei terreni, che determinano un’atmosfera malinconica e dolente all’interno degli idilli pastorali. L’obiettivo di Virgilio è quello di costruire un mondo coeso e solidale nel quale gli uomini si supportino reciprocamente facendo leva sulle debolezze e fragilità umane. Virgilio così abbandona l’ideologia dell’homo homini lupus, incentrando la sua produzione sulla parola “solidarietà”. È qui allora che Virgilio teorizza una sorta di rinnovamento totale, una palingenesi capace di ricostruire ab imis il mondo circostante. Verrà, secondo il poeta mantovano, un’età aurea dove un puer avrà il compito di ristabilire gli antichi dettami della societas romana.

Bucoliche e Georgiche: riassunto

POESIA E ARTE NELLE BUCOLICHE DI VIRGILIO

Poesia e arte nelle bucoliche. Il genere bucolico romano tende a ricercare un’armoniosa fusione tra la cultura greca e quella latina; già con Orazio e in seguito con Virgilio questo progetto fu messo in atto. Ma tale commistione di generi trova tuttavia alcune notevoli differenze come l’atmosfera sensibile e malinconica dell’opera virgiliana. In essa l’autore proietta i suoi stati d’animo e la realtà contemporanea. Virgilio allora stabilisce con il modello teocriteo un rapporto di repetitio/inventio. Egli infatti crede giusto ripeterne le strutture letterarie, i topoi, e gli stilemi, ma allo stesso tempo pensa di invenire strade nuove al fine di pervenire ad una sua originalità.