Oralità e scrittura nell'antica Roma

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Riassunto su cultura e politica nei primi anni della Roma antica (3 pagine formato doc)

LA CULTURA E LA POLITICA TRA ORALITA’ E SCRITTURA
Fino al III secolo non abbiamo purtroppo testimonianze scritte della presenza di intellettuali e né del loro atteggiarsi rispetto alla società e al potere.
A partire dal VI-V secolo abbiamo una prima traccia di scrittura proveniente forse dalle colonie greche occidentali o dagli Etruschi: il Lapis Niger. Ritrovato vicino all’ arco di Settimio Severo, esso riporta un tipo di scrittura greco-etrusca, di difficile interpretazione e dall’andamento bustrofedico. 


Esso fu ritrovato nel 1899 ed è considerato la prima testimonianza di cultura latina scritta. Abbiamo anche una spilla chiamata “Fibula Praenestina”, ritenuta un falso storico, riportante un iscrizione in caratteri grecizzanti.
Datato al VI-V secolo è anche il vaso di Duenos, risultato dall’accorpamento di 3 vasi di argilla anch’esso con dei caratteri grecizzanti; probabilmente è il risultato del fraintendimento della parola bonus da cui è arrivato a noi come Duenos. Abbiamo anche il Lapis Satranicus datato attorno alla fine del VI sec. e ritrovato nei pressi di Anzio; probabilmente era un dono votivo a Marte. Vi è inoltre la Coppa di Civita Castellana con su scritto “Oggi bevo vino, domani ne sarò privo” e la Cista Ficoroni ritenuta da alcuni come un falso.


La scrittura fino al quel periodo venne utilizzata solo per un utilizzo giuridico, religioso e quotidiano, ma non per fini letterari, destinati ad una cultura orale. L’oralità tramandò persino le origini di Roma, facendo forza sulla memoria di coloro che recitavano e tramandavano le storie.