Menandro

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Si suole dividere la commedia greca in 3 parti. Vita, riassunto di qualche opera, caratteristiche delle sue commedie (2 pagine formato doc)

Si suole dividere la commedia greca in 3 parti: Si suole dividere la commedia greca in 3 parti: la commedia antica che arriva fino al 388, anno in cui Aristofane presenta il suo ultimo lavoro, “Il Pluto” la commedia nuova che inizia nel 320, anno in cui Menandro inizia la sua attività teatrale la commedia di mezzo che è compresa tra la commedia antica e quella vecchia.
Quest'ultimo è un periodo di grandi trasformazioni: l'uomo politico cede il posto all'uomo privato, la satira contro lo stato si trasforma in parodia dei vizi umani. La vita di Menandro si colloca alla fine di una serie di rivolgimenti storici iniziati con la guerra del Peloponneso, proseguiti con l'effimera egemonia spartana e culminati con la conquista macedone della Grecia.
Nacque nel 342 a.C. ad Atene. Amò e non lasciò mai la sua città forse anche a causa del carattere schivo e introverso. Divenne grande amico di Falereo, signore di Atene dal 317, ma ciò non lo portò ad inserire la politica nelle sue commedie. Morì nel 291. Menandro era celebre nell'antichità, ma fino al secolo scorso era noto solo grazie a pochi frammenti e rifacimenti di Plauto e Terenzio. La nostra conoscenza delle sue commedie è avvenuta grazie ai ritrovamenti di parti abbastanza ampie in un villaggio egiziano chiamato Afroditopoli. Tra le commedie giovanili spicca “Il Misantropo”, che vinse alle Lenee del 316. La scena si apre col dio Pan che recita il prologo e ci presenta l'antefatto della vicenda: Cnemone, un uomo rozzo e scorbutico, che non sopporta la compagnia degli altri, vive in solitudine con la figlia. La moglie, incapace di sopportare il suo carattere è andata a vivere con il figlio Gorgia, avuto con il primo marito ormai morto. Un giorno Sostrato, un ricco ragazzo di città, scorge la ragazza e se ne innamora. Ma subito incontra molte difficoltà nel sedurre la ragazza, a causa delle strenue resistenze di Cnemone. Riesce però a diventare amico di Gorgia, che gli consiglia di farsi contadino per intenerire il vecchio. La soluzione del problema viene però da un fatto inaspettato. Infatti la serva di Cnemone ha lasciato cadere la zappa in un pozzo, e lui, cercando di riprenderla, cade dentro. Gorgia e Sostrato accorrono immediatamente e lo portano in salvo. Cnemone si accorge così di non poter vivere da solo e di avere bisogno degli altri. Quindi adotta Gorgia e concede a Sostrato di sposare sua figlia. Intanto però Gorgia si innamora della sorella di Sostrato, e stavolta è il padre di Sostrato ad opporre resistenza, non volendo portarsi in casa due poveracci. Sostrato però, grazie ad un discorso sul valore effimero e limitato della ricchezza, convince il padre. Così in un gran finale si celebrano le doppie nozze, a cui partecipa anche Cnemone che, ritornato misantropo, viene trascinato a forza tra i festeggiamenti. La morale della commedia è che non si può vivere nella solitudine o nell'avarizia, perché prima o poi verrà il giorno in cui coloro che ci vivono intorno ci aiut