Vittorio Alfieri: pensiero

Appunto inviato da binclair
/5

I rapporti con l'Illuminismo, le idee politiche, le opere politiche, le Satire e le Commedie, e la poesia tragica. Riassunto breve sul pensiero politico e illuminista di Vittorio Alfieri (3 pagine formato doc)

VITTORIO ALFIERI: PENSIERO ILLUMINISTA

I rapporti con l’Illuminismo.

L’insofferenza verso il razionalismo scientifico. Sostanzialmente è un illuminista formato sulle letture di Montesquie, Voltaire, Russot, però non condivide dell’illuminismo il culto della scienza perché il freddo razionalismo scientifico soffoca il “forte sentire”. Mentre gli illuministi credevano a un’equilibrata regolamentazione razionale della vita passionale e affidavano alla ragione la funzione di guida, Alfieri si ribella a questo controllo razionale ed esalta la passionalità frenata e senza limita.
Non condivide ancora dell’illuminismo il deismo o l’ateismo poiché è mosso da un fondamentale spirito religioso. Non condivide anche l’orgoglio per le scoperte scientifiche e l’ottimismo nelle sorti dell’uomo.
Il rifiuto del progresso economico e dei “lumi”. Non crede neanche nel progresso economico e nello sviluppo delle attività industriali e commerciali perché ritiene che lo sviluppo economico trasformi gli uomini in una massa di gente meschina e arida. Al cosmopolitismo illuminato contrappone l’individualismo e al filantropismo il culto dell’eroe.

Vittorio Alfieri: riassunto vita e opere


VITTORIO ALFIERI: PENSIERO POLITICO

Le idee politiche. L’individualismo alfieriano. L’individualismo è un idea politica, che lo porta a scontrarsi con la situazione storica e politica del suo tempo:
1)    il Piemonte Sabaudo con un assolutismo paternalistico e con il controllo di tutte le forme di vita associata.
2)    Un aristocrazia fedele al re e un associazione economico e culturale arretrata.
L’odio contro la tirannide e il potere. Alfieri fugge da questo mondo per cinque anni e va girando nei vari paesi europei, senza trovare pace, una soluzione al suo problema. Si trova invece in una soluzione di spaesamento totale, poiché rifiuta l’assolutismo ma anche l’assetto borghese, questo perché in realtà non è un rifiuto di una particolare forma di governo ma il rifiuto di una particolare forma in se perché il potere è ingiusto e oppressivo.                                   Questo atteggiamento si presenta come odio contro la tirannide.
La libertà astratta. Anche il concetto di libertà è astratto e indeterminato e non coincide con nessun ordinamento politico.
Titanismo e pessimismo. Il titanismo è un io che non tollera alcun limite che è in conflitto con una realtà politica e sociale mediocre propria di uno spirito inquieto e malinconico ma che tende ad un ideale di grandezza eroica. Questo desiderio di andare oltre i limiti è comunque destinato alla sconfitta poiché la grandezza è impossibile e si accompagna inevitabilmente ad un senso di sconfitta.

Tesina su Vittorio Alfieri: pensiero, vita e opere


VITTORIO ALFIERI: PENSIERO E POETICA

Le opere politiche: Della tirannide; le tirannidi moderate addormentano i popoli perciò sono preferibili quelle estreme. Il potere tirannico si basa sulla nobiltà, sui militari e sulla casta sacerdotale. Un uomo libero sotto un regime tirannico può:
1)    ritirarsi dalla vita sociale, nella solitudine.
2)    può suicidarsi, che in questo caso è coraggio e non vigliaccheria.
3)    può uccidere il tiranno.  
Sia l’eroe, cioè l’uomo politico, che il tiranno sono figure dotate di una volontà possente, assoluta e illimitata. Il Panegirico di Plinio a Traiano è il principe che spontaneamente depone il potere e concede la libertà ai cittadini. Della virtù sconosciuta dove sostiene che è necessario che l’uomo libero si ritiri in solitudine. L’opera più importante è Del principe e delle lettere compiute nel 1786. In quest’opera sostiene la superiorità assoluta dello scrivere sul fare. Solo nelle lettere si manifesta la libertà e la dignità dell’individuo. La poesia è superiore all’azione perché “il dire altamente alte cose, è un farle in gran parte”. Alfieri assegna al letterato una funzione di guida per le generazioni future, ma non è rivolta ai contemporanei. Alfieri e la Rivoluzione francese: il Misogallo
Il Misogallo (1793-99) è un insieme di prosa e di versi. Come dice il titolo esprime un odio violento contro la Francia, in realtà contro la rivoluzione, contro i principi illuministi e contro lo spirito borghese. In quest’opera difende i privilegi dei nobili, il diritto di proprietà e sostiene il ruolo subalterno del terzo stato. Si augura che il popolo italiano assuma una coscienza nazionale e difenda la propria libertà.

Vittorio Aflieri: pensiero politico


VITTORIO ALFIERI:CARATTERISTICHE SATIRE E COMMEDIE

Le Satire e le Commedie. Le satire composte tra il 1796 e 97 sono scritte in terzine. Le idee sono nei Grandi; c’è la polemica anti-aristocratica, nella La plebe e nella La sesquiplebe c’è la critica alla borghesia, il cui unico diritto è quello di restare al proprio posto e di ubbidire. Nell’ “Antireligioneria” afferma la funzione consolatrice delle credenze religiose e la loro importanza nella conservazione dell’ordine sociale. Tra il 1800 e il 1803 scrive 6 Commedie di cui 4 sono politiche e sono “L’uno, I pochi, I troppi e L’antidoto” sono una satira allegorica delle varie forme di governo. Nell’Antidoto viene proposto un governo misto che contemperi il governo democratico, monarchico e oligarchico, sempre con esclusione della plebe.