Decadentismo e Verismo

Appunto inviato da raffaelesalzano
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Breve riassunto del Decadentismo e breve sintesi del Verismo (2 pagine formato doc)

Nella seconda metà dell’800 si sviluppa in Francia una corrente culturale che influirà gran parte del ‘900: il DECADENTISMO, in contrapposizione col POSITIVISMO ( SI DAVA PER CERTO SOLO CIO’ CHE ERA DIMOSTRABILE).
Venne considerato il “romanzo della crisi dei valori morali ed esistenziali,perché il popolo viveva uno stato di sfiducia TOTALE”. Il termine decadente all’inizio fu usato come dispregativo per i poeti di quell’epoca perché erano al di fuori di ogni norma:vivevano con lo stato di maledizione perché eccedevano in alcol,droga,prostituzione,erano visti come una minaccia dalla società perché erano di nuova generazione. L’artista era un veggente:attraverso le sue poesie,la società riusciva a comprendere il senso della vita.
Era un esteta: coglieva il bello della vita, mettevano da parte tutti i sistemi metrici per una poesia pulita,ricca di metafore,con versi liberi,legata molto ai fatti personali.
 
 
Massimo esponente del Decadentismo fu:
Charles Baudelaire
 La sua poesia, incentrata sulla perfezione musicale dello stile (egli stesso lo definì "matematico"), aprì la strada al simbolismo e allo sperimentalismo. Baudelaire non appartenne a nessuna scuola, fu indipendente, nonostante la sua poesia derivi direttamente dal romanticismo. Il poeta, scrive Baudelaire, è come l'albatro. L'albatro domina col suo volo gli spazi ampi: le sue grandi ali lo rendono regale nel cielo ma se gli capita di essere catturato dai marinai si muove goffo e impacciato sul ponte della nave e diventa oggetto di scherzi e di disprezzo; e sono proprio le grandi ali che lo impacciano nel muoversi a terra.
Il poeta insomma ha il dominio della realtà fantastica, ma nella realtà quotidiana è un incapace e riceve l'incomprensione e il disprezzo degli uomini, esattamente come accade all'albatro.
 
 
"I fiori del male"
Capolavoro di Baudelaire, la raccolta poetica reca fin dal titolo il segno di un'estetica nuova, moderna in cui, grazie alla poesia, le realtà più banali o volgari della natura e della carne (il male), possono acquistare bellezza ed elevarsi al sublime (i fiori). L'opera allude ad una sorta di romanticismo negativo, dove il poeta sperimenta dolorosamente la condizione dell'individuo moderno costretto a sopravvivere in un mondo privo di ideali. il poeta diventa un solitario, un emarginato destinato ad esprimere la propria angoscia attraverso il rigore formale, pur continuando a sognare un'irraggiungibile bellezza. Si crea così una scissione tra vita, groviglio impazzito di eventi meschini e casuali, e arte, estremo rifugio dall'abiezione della realtà per un mondo di forme perfette e autosufficienti.