Divina Commedia, Canto VI Paradiso

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Riassunto del Canto VI Paradiso di Dante. (3 pagine formato docx)

In questo Canto, Dante e Beatrice si trovano nel Cielo di Mercurio, il secondo dei cieli inferiori.
Qui si trovano le anime che hanno fatto del bene per proprio tornaconto, tra di esse troviamo l’anima di Giustiniano che faceva parte dell’Impero Romano d’Oriente (di cui la capitale era Costantinopoli, che però col passare degli anni cambiò nome, infatti, divenne prima Bisanzio e poi Istanbul).

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Giustiniano, monofisita (= credeva che Gesù Cristo avesse una sola natura, o quella umana o quella divina) è ricordato per aver sistemato le leggi romane, infatti, egli riunì una commissione di esperti giuristi ed ha riunito le più importanti leggi romane nel Corpus Juris Civilis.

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Dante nutre ammirazione per Giustiniano in quanto quest’ultimo è d’accordo con la Chiesa e allo stesso tempo era un grande uomo politico, infatti per il poeta l’imperatore perfetto deve essere un sovrano al servizio di Dio e difensore della Chiesa e che ci vuole un aiuto reciproco tra Chiesa e Impero.
Giustiniano comincia a raccontare la storia dell’aquila imperiale:
Alba Longa - Per oltre 300 anni, fino a quando i tre Orazi combatterono contro i Curiazi; poi i vincitori, cioè i tre Orazi, portarono il vessillo a Roma.

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Roma - “Ratto delle Sabine”: sotto Romolo avvenne questo ratto delle Sabine, in cui i romani rapirono tutte le donne Sabine, dopo aver invitato tutto il popolo a Roma.
“Lucrezia”: donna romana che fu violentata da Sesto, figlio del re Tarquinio il Superbo; questa donna non riuscì a superare il disonore e si uccise. I romani cacciarono Tarquinio e instaurarono la Repubblica.