Avanguardie letterarie: crepuscolarismo, futurismo ed ermetismo

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Autori e opere delle avanguardie letterarie, crepuscolarismo, futurismo ed ermetismo (6 pagine formato doc)

AVANGUARDIE LETTERARIE

Avanguardie.

Alienazione: da Karl Marx. Avanguardie: voglia di arrivare a qualcosa di nuovo, dovuta alla forte industrializzazione con la conseguente alienazione. Avanguardie:
- Crepuscolarismo: indica lo spegnersi della poesia dei grandi vati dell’800 (Carducci, Pascoli, D’Annunzio). E’ un orientamento, non un movimento.
L’artista non è più vate e gli oggetti sono umili. Poeti crepuscolari:
Corazzini (brano pag. 109)=questi poeti avvertono il disagio rispondendo con la tristezza: non si riconoscono poeti, non sono punti di riferimento per gli altri;
Gozzano, esponente massimo del crepuscolarismo (brano pag. 114)=amore per le piccole cose, rievocazione di un evento passato con tono nostalgico e con disprezzo: atteggiamento ambivalente dei crepuscolari (le buone cose di pessimo gusto): le brutte cose che danno sicurezza. Brano pag. 119.
Moretti (brano pag. 121)=le donne hanno un loro ruolo.    
- La voce: rivista di Firenze fondata nel 1908 da Giuseppe Prezzolini. Elaborano la poetica del frammento, considerando che manca una visione unitaria della realtà.  Con Prezzolini si è data attenzione all’ambito sociale, con De Robertis (che viene dopo) all’ambito letterario. Criticano la società contemporanea e nutrono sfiducia per gli strumenti del progresso scientifico. Poeti della Voce:
Piero Jahier (brano pag. 124)=descrizione fisica di un impiegato, come in Svevo. Ricordo l’uomo-massa: tutti gli uomini sono uguali, quindi c’è alienazione.
Sbarbaro, Rebora, Campana.

Avanguardie letterarie del '900: riassunto

MANIFESTI AVANGUARDIE

- Futurismo: E’ fondato da Marinetti nel 1909 con il Manifesto di Fondazione. Rompono con la tradizione e esaltano il mito industriale. Stile: parole in libertà, libere dal ritmo e dalle norme della sintassi. Avvertono, come i crepuscolari, il disagio ma rispondono con il divertimento. Poeti del futurismo:
Marinetti (brano pag. 146)=nuova ambientazione: aereo, simbolo del progresso. Guerra=unica igiene del mondo.
Govoni (brano pag. 158)=funzione parola-immagine: parole in libertà + disegni.
Palazzeschi (brano pag. 15; brano pag. 160)=Il poeta è irrazionale e sincero, si diverte, esprime quello che sente e trae ispirazione dalla spazzatura della poesia. Brano pag. 163: una frase per ogni verso, manca il verbo, punteggiatura scarsa. Brano pag. 174: novità: donne che lavorano, le sorelle Materassi + matrimonio per interesse. Le sorelle Materassi, non essendosi realizzate, si chiudono in se stesse.

AVANGUARDIE LETTERARIE DEL 900

Il nuovo romanzo: Si forma un nuovo romanzo per le teorie di Freud e per il crollo del mito del positivismo. Il narratore onnisciente è sostituito da un punto di vista interno e soggettivo, parziale incerto e anche inattendibile (in Coscienza di Zeno), inattendibile perché a causa del relativismo culturale mancano valori fissi e stabilità. Le tecniche utilizzate dagli scrittori sono: flusso di coscienza per Joyce; memoria attualizzante per Proust; alterazione della coscienza (Kafka). La donna inizia a scrivere: Mary Shelley, Grazia Deledda, Virginia Woolf, perché cambia il suo ruolo nella società. Prima invece le donne erano solo muse ispiratrici o oggetto di rappresentazione.
Confronto con Verismo e romanzo tradizionale
Malavoglia (Verga): N’toni ha un posto nella società ma lo rifiuta perché aspira al progresso. L’identità c’è ma non viene mostrata. Nel romanzo tradizionale c’è la voce del popolo + visione negativa dei beni materiali;
Il fu Mattia Pascal (Pirandello): Mattia non trova posto nella società e se ne aliena: inetto. L’identità del personaggio manca. Rispetto al romanzo tradizionale, ci sono più dialoghi, trasposizione scritta dei dialoghi, ritmo veloce, simboli del progresso e di una società diversa, in evoluzione, la famiglia è separata, l’amore è svilito, il progresso è visto positivamente. Esempio di inetto: l’uomo senza qualità di Musil.

AVANGUARDIE LETTERARIE E SABA

Saba (1883-1957) - Trieste. Nasce a Trieste, luogo importante perchè riceve le influenze europee e perchè scrive liriche per la sua città. La sua nevrosi è fonte di ispirazione; la cura accostandosi alla psicanalisi. Nel 1945 pubblica Mediterranee, una raccolta che  contiene la lirica “Amai”, il suo manifesto poetico: “amai trite parole”=tradizione, linguaggio quotidiano, stile semplice (stile verista), rime semplici + emozione del lettore; “amai la verità che giace al fondo”=ricerca profonda con stile fluido. La sua poesia è onesta, cioè semplice e che arriva a tutti, a differenza di quella di D'Annunzio. Saba si discosta dalle avanguardie come i crepuscolari, ma propone la tradizione per delinearsi un'immagine chiara e un'identità certa a Trieste (Canzoniere, reminiscenza di Petrarca), mentre i crepuscolari non propongono nulla. Rifiuta il progresso. Non isola la parola come nel simbolismo, ma mantiene una sintassi completa + discorsività=distanza dall'ermetismo. Siccome ha la nevrosi e non può sfogarsi, si rivolge al passato, che può essere memoria personale, ossia l'adolescenza, e memoria poetica (Petrarca).