Barocco nella letteratura italiana: riassunto

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Marino, il marinismo e la lirica concettista, il classicismo barocco, Tassoni, Chiabrera, Testi, Frugoni, G. B. Basile, le storie di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, la prosa filosofica, scientifica e storica, Campanella, Galilei, scrittori gesuiti: Bartoli e Segneri, P. Sarpi. Riassunto sul Barocco nella letteratura italiana (7 pagine formato doc)

BAROCCO NELLA LETTERATURA ITALIANA: RIASSUNTO

Il barocco e Giambattista Marino. Introduzione.

Nel Seicento entra in crisi il modello culturale umanistico-rinascimentale. La teoria copernicana mina la certezza di un universo centrato sulla Terra (e quindi sull'uomo) e introduce l'idea di uno spazio infinito. L'epoca sanguinosa delle guerre di religione irrigidisce una concezione della religione fondata sull'identità e sull'appartenenza, sulla difesa dell'ortodossia contro ogni tentazione di libera ricerca.
Si fa strada un diffuso senso di inquietudine e di smarrimento, di precarietà delle cose umane, si dilatano gli orizzonti immaginativi, ma entrano in crisi i valori classici di compostezza, equilibrio e armonia.

La lirica barocca: riassunto

BAROCCO LETTERATURA RIASSUNTO

In campo artistico questa crisi trova espressione nel barocco, che esprime una poetica dello stupore centrata sul bizzarro, sulla sproporzione, sul virtuosismo e l'illusionismo tecnico. Il barocco letterario trova in Italia il suo poeta più significativo in Giambattista Marino: il suo Adone è l'esempio più coraggioso dell'esaltazione della fantasia poetica della ricerca di un nuovo modello lirico aperto a un moderno virtuosismo espressivo.
Il concetto di barocco. La cultura del Seicento viene sintetizzata con il termine "barocco". Ma la sintesi non è priva di difficoltà, sia nell'individuazione dei limiti cronologici, sia in una sua precisa definizione terminologica.

Barocco, riassunto

BAROCCO RIASSUNTO BREVE LETTERATURA

Limiti cronologici. Il manierismo, pur radice importante e per certi versi causa del barocco, non ne è parte integrante; in Italia riguarda il Cinquecento, dagli anni '30 fino al termine del secolo, ed è uno dei vettori più importanti della cultura. Si può parlare invece di barocco solo rispetto al secolo XVII: in Italia fino agli anni '90, mentre in Francia risulta già in crisi a partire dal 1660. D'altra parte, esiste una chiara differenza tematica fra le due scuole, spesso confuse fra loro: il manierismo, con il suo virtuosismo e il suo culto del particolare, è una specie di "controclassicismo" interno al classicismo; il barocco si manifesta con un'energia iconoclasta, anticlassicistica, del tutto autonoma dall'aspirazione rinascimentale, secondo una ricerca ossessiva del "nuovo".

Barocco in letteratura: riassunto

IL BAROCCO RIASSUNTO BREVE

Definizione terminologica. L'etimologia del termine non è chiara: pare che "barocco" derivi dall'incrocio tra il sostantivo "baroco", che nella filosofia scolastica designava un particolare sillogismo paradossale, e il portoghese barroco, indicante un tipo di perla irregolare e sgraziata. Proprio da quest'ultimo significato deriva l'aggettivo francese baroque (bizzarro), da cui a sua volta deriva il termine italiano. In sede filosofica già nel Cinquecento il termine identificava spregiativamente un modo falso e di ragionamento, soggetto ancora alla superata mentalità aristotelica. E persino gli stessi autori che oggi sono definiti barocchi per eccellenza (per esempio, Marino, Tassoni ecc.) usarono l'aggettivo con connotazioni negative per indicare gli eccessi stilistici dei loro colleghi. Un vasto gruppo di poeti (come Rinaldi, Stigliani e Marino) che oggi ascriviamo al barocco preferivano definirsi come esponenti del "concettismo". Il termine "barocco" cominciò a entrare nel lessico comune della critica, sempre in senso spregiativo, verso la fine del Settecento per iniziativa dei teorici del neoclassicismo (J.J. Winckelmann, F. Milizia).

Barocco: riassunto di letteratura

Tommaso Campanella. Nato nel 1568 a Stilo, in Calabria, Tommaso Campanella entrò quindicenne nell'ordine domenicano e si dedicò allo studio della filosofia naturalistica di Telesio, dell'astrologia, dell'occultismo, della magia. Presto sospettato di eresia, dal 1591 al 1597 subì quattro processi. Iniziò a dar corpo al progetto messianico di una grande riforma politico-religiosa secondo linee che furono esposte poi nella Città del sole (1623), il suo capolavoro, che delinea una società fondata sull'organizzazione razionale della vita sociale. Arrestato per una congiura contro la dominazione spagnola (1599), si finse pazzo per evitare la condanna a morte e fu rinchiuso in carcere fino al 1626. La carcerazione, all'inizio molto dura, gli consentì in seguito di comporre numerose opere (De sensu rerum et magia, 1620; Philosophia realis, 1623; Metaphysica, 1625), di intrattenere carteggi e perfino di ricevere visite e insegnare. Fu liberato nel 1629, per interessamento del papa Urbano VIII. Riparò infine a Parigi, dove fu ben accolto e dove poté attendere alla pubblicazione delle sue opere e morì nel 1639.