Boccaccio vita e opere

Appunto inviato da katti
/5

Vita e opere di Boccaccio: La caccia di Diana (1333–1335 ) Il Filostrato (1335) Il Filocolo (1336) Teseida delle nozze d'Emilia (1339-1341) Comedia delle ninfe fiorentine (1339-1340) Amorosa visione (1341 - 1342) Elegia di Madonna Fiammetta (1343 -1344) Ninfale fiesolano (1344 -1346) Il Decameron (1349 - 1351) Corbaccio De Genealogiis deorum gentilium (Genealogie degli Dei dei Gentili - 1350-1368). (6 pagine formato doc)

Giovanni Boccaccio (Certaldo o Firenze 1313 - Certaldo, 21 dicembre 1375), fu poeta e prosatore nonché l'autore del celebre Decameron. Fu un uomo di grande cultura che ebbe l'opportunità di frequentare la ricchissima biblioteca reale e dedicarsi a letture eterogenee (letteratura cortese e cavalleresca francese, cultura latina ed erudizione storica, mitologica e letteraria, autori greci e latini, stilnovisti, Dante ecc.).
Cominciò a scrivere rime e poemetti per il brillante pubblico di corte, che lo riconobbe come poeta. Ad ispirare i suoi primi due poemetti fu un amore giovanile. Biografia Boccaccio nacque nel 1313 (secondo fonti considerate non attendibili a Firenze, molto più probabilmente a Certaldo) ma fu sicuramente allevato a Firenze, figlio illegittimo del mercante Boccaccio (Boccaccino) di Chellino, socio della compagnia dei Bardi e console della corporazione dei cambiatori. La madre, di cui non abbiamo notizie, nel Filocolo viene detta essere una francese di nome Giovanna.
Quando, nel 1320, il mercante sposò Margherita dei Mardoli, decise di allontanare il figlio naturale da Firenze, affidandolo a Giovanni Mazzuoli da Strada, perché lo avviasse alla mercatura. Mazzuoli condusse il ragazzo a Napoli, dove la compagnia trattava affari, infatti i Bardi finanziavano gli Angioini e la loro banca controllava i traffici del regno (la dinastia angioina fu fondata da Carlo I nel 1246 e terminò nel 1442 quando subentrò la dinastia Aragonese). Quando il giovane manifestò la sua avversione per gli affari, il padre lo indirizzò, inutilmente, allo studio del diritto canonico. Giovanni a Napoli si dedicò allo studio dei classici e della poesia, mentre frequentava l'ambiente colto e raffinato della gaia e sfarzosa corte di Roberto d'Angiò, dove il padre era amico personale del sovrano e aveva numerose conoscenze. Fra il 1330 ed il 1331, all'università di Napoli fu chiamato ad insegnare diritto Cino da Pistoia (1270 - 1337) che avviò il giovane Boccaccio alla poesia. Napoli era il centro intellettuale più vivace della penisola, con contatti culturali con l'area bizantina, con la Francia, con Avignone, dove si stava affermando Francesco Petrarca. Secondo la leggenda, originata dalle stesse opere di Boccaccio, nel 1336 conobbe Maria d'Aquino, figlia naturale del re e moglie di un gentiluomo di corte, se ne innamorò, riamato, e la rappresentò nella sua opera letteraria con il nome di Fiammetta (Elegia di madonna Fiammetta) e, per invito di Maria, compose la sua prima opera, il Filocolo. Non vi sono tuttavia notizie storiche di questa Maria d'Aquino, e vi sono molti dubbi che una figlia di re, per quanto illegittima, possa non aver lasciato alcuna traccia. Considerando anche la natura prettamente letteraria dei cenni di Boccaccio ad essa, si pensa attualmente che Fiammetta sia stata una figura