De Roberto

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Riassunto su De Roberto, le sue opere e il suo pensiero (2 pagine formato doc)

FEDERICO DE ROBERTO
1861-1927
Appartiene alla generazione successiva rispetto a quella di Capuana e Verga, dei quali si considerò sempre allievo. 
Proprio per questa appartenenza generazionale, fu subito lontano dalle illusioni romantiche, a differenza dei suoi maestri, immerso in una situazione di lucido e disincantato pessimismo. 
VITA E CULTURA: L’influenza di Leopardi e di Flaubert
Svolse un’intensa attività giornalistica, critica e saggistica.
Come critico, si occupò particolarmente di Leopardi che lo influenzò in modo decisivo con il suo materialismo pessimistico, e di Flaubert, che ne influenzò invece le scelte stilistiche a favore dell’impersonalità.
Si interessò anche di Verga, pubblicando fra l’altro l’ultimo capitolo rimasto della Duchessa di Leyra. 


Visse prevalentemente a Catania, ma anche a Milano e a Roma. Negli ultimi anni di vita aderì al nazionalismo e promosse l’interventismo in occasione della Grande Guerra; ma ciò non gli impedì di denunciare gli orrori bellici, in una straordinaria novella, La paura, pubblicata nel 1921. 

OPERE
Le novelle degli anni ’80 rivelano l’adesione al Naturalismo. Riprende da Verga e Capuana la tecnica dell’impersonalità, facendo aderire la forma al soggetto scelto. 
Più che al mondo contadino egli si ispira a quello borghese e nobiliare.
Il primo romanzo importante è L’ILLUSIONE (1891), il primo dei tre romanzi dedicati alla famiglia nobiliare siciliana degli Uzeda. La protagonista ne L’illusione è Teresa Uzeda.