Nascita della cultura volgare comunale

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Breve riepilogo delle vicende che hanno portato alla nascita della cultura volgare in italia (2 pagine formato doc)

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la società dell’Alto Medioevo ruotava attorno al potere dei grandi feudi.
Le città erano in decadenza e tutta la vita sociale, politica e culturale si svolgeva all’interno dei castelli per i pochi nobili che vi potevano accedere.
Gli unici colti in questo periodo erano i clerici che, all’interno dei loro monasteri, ricopiavano a mano i testi letterari e  trasmettevano la cultura all’interno del loro cerchio ecclesiastico.
Il popolo parlava il volgare, che in Italia, Francia, e Spagna derivava dal latino e si era mescolato con le lingue dei popoli germanici.
Nell’XI secolo in Germania, Francia e Spagna le corti esprimono la voglia di dar vita a una nuova letteratura che potesse essere accessibile a tutti quindi scritta in volgare. Con questa letteratura volgare nascono i generi del romanzo, della lirica… e si potevano esprimere dei nuovi valori, non più legati all’ambiente ecclesiastico.
Anche in Italia nasce la letteratura volgare, ma soltanto nel XIII secolo, a causa della frammentazione politica della penisola e del forte potere della Chiesa.
Nonostante questo, ebbe molto vigore e il centro della cultura italiana furono i comuni che si distaccarono dai poteri feudali. I nuovi letterati furono i cittadini.
I comuni nascono durante il basso medioevo, intorno all’anno 1100. Negli stati del nord Europa, i comuni facevano tutti capo al governo monarchico che controllava i loro poteri.
In Italia, la mancanza di un riferimento centrale del potere fece sì che le città diventassero come degli stati, uniti tra loro per combattere il potere centrale della chiesa.