Riassunto su I Sepolcri

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spiegazione e trama de I Sepolcri di U. Foscolo. Carme v.v. 1-295 (3 pagine formato doc)

Riassunto su I Sepolcri - Il carme de “I Sepolcri" fu composto da Foscolo nel 1806 e pubblicato l’anno successivo, nel 1807.
Ciò che possiamo indicare come il motivo che porta il Foscolo alla composizione dello stesso è la discussione avuta, quello stesso anno, nel salotto della nobildonna Isabella Teotochi Albrizzi con alcuni letterati del tempo (tra i quali spicca la figura di Ippolito Pindemonte, dedicatario dell’opera); l’argomento della stessa era l’estensione all’Italia ,a causa dell’editto di Saint- Cloud, del volere napoleonico per cui i cimiteri dovessero essere costruiti, per ragioni igienico-sanitarie, all’infuori delle città e per cui le tombe, per rispettare il principio d’uguaglianza predicato dalla rivoluzione, dovessero essere tutte uguali.

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L’ispirazione gli viene, invece, “donata’’ dal solo Ippolito Pindemonte che dopo la discussione s’era cimentato nella composizione di un poemetto, rimasto incompiuto, su tema analogo, intitolato “I Cimiteri’’; la differenza più grande riscontrabile tra le due opere è data dalla diversa condizione religiosa dei due autori poiché Ippolito, da buon cattolico, non può far altro che affrontare il problema della sepoltura dal punto di vista di un credente diversamente da Foscolo che, costretto dal suo essere ateo-materialista a rinnegare una vita ultraterrena non può che dare ai monumenti un significato più profondo.
Il carme è una lunga epistola di 295 endecasillabi sciolti dedicata a Pindemonte.

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Contrariamente a quanto successe in seguito inizialmente l’opera non fu accettata benevolmente dalla critica dell’ottocento che criticò ampliamente l’autore accusandolo d’aver compiuto dei “voli pindarici’’; in realtà Foscolo aveva portato avanti un discorso di tipo argomentativo, abilmente diviso in quattro parti collegate tra loro da particelle sintattiche e termini lessicali. L’opera si apre con un’epigrafe latina tratta dal “De Legibus’’ di Cicerone la cui traduzione si mostra come un invito a rispettare i defunti (“Siano sacrosanti i diritti degli dei Mani’’).

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