Dei sepolcri: riassunto e spiegazione

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Spiegazione e riassunto del carme Dei sepolcri di Ugo Foscolo (3 pagine formato doc)

DEI SEPOLCRI: RIASSUNTO E SPIEGAZIONE

Ugo Foscolo: “Dei Sepolcri".

Il carme Dei Sepolcri fu composto da Foscolo nel 1806 e pubblicato l’anno successivo, nel 1807. Ciò che possiamo indicare come il motivo che porta il Foscolo alla composizione dello stesso è la discussione avuta, quello stesso anno, nel salotto della nobildonna Isabella Teotochi Albrizzi con alcuni letterati del tempo (tra i quali spicca la figura di Ippolito Pindemonte, dedicatario dell’opera); l’argomento della stessa era l’estensione all’Italia ,a causa dell’editto di Saint-Cloud, del volere napoleonico per cui i cimiteri dovessero essere costruiti, per ragioni igienico-sanitarie, all’infuori delle città e per cui le tombe, per rispettare il principio d’uguaglianza predicato dalla rivoluzione, dovessero essere tutte uguali. L’ispirazione gli viene, invece, “donata’’ dal solo Ippolito Pindemonte che dopo la discussione s’era cimentato nella composizione di un poemetto, rimasto incompiuto, su tema analogo, intitolato “I Cimiteri’’; la differenza più grande riscontrabile tra le due opere è data dalla diversa condizione religiosa dei due autori poiché Ippolito, da buon cattolico, non può far altro che affrontare il problema della sepoltura dal punto di vista di un credente diversamente da Foscolo che, costretto dal suo essere ateo-materialista a rinnegare una vita ultraterrena non può che dare ai monumenti un significato più profondo.

Dei sepolcri: commento

DEI SEPOLCRI DI COSA PARLA

Il carme è una lunga epistola di 295 endecasillabi sciolti dedicata a Pindemonte.

Contrariamente a quanto successe in seguito inizialmente l’opera non fu accettata benevolmente dalla critica dell’ottocento che criticò ampliamente l’autore accusandolo d’aver compiuto dei “voli pindarici’’; in realtà Foscolo aveva portato avanti un discorso di tipo argomentativo, abilmente diviso in quattro parti collegate tra loro da particelle sintattiche e termini lessicali. L’opera si apre con un’epigrafe latina tratta dal “De Legibus’’ di Cicerone la cui traduzione si mostra come un invito a rispettare i defunti (“Siano sacrosanti i diritti degli dei Mani’’). Dopo l’epigrafe, che anticipa il motivo principale di tutto il carme, è posta la dedica ad Ippolito Pindemonte.

DEI SEPOLCRI RIASSUNTO BREVE

Il carme inizia, invece con due lunghe domande retoriche: nella prima Foscolo si domanda se con la presenza di un monumento funebre la morte è resa più dolce per il defunto mentre nella seconda si chiede che tipo di consolazione potrà mai dare ad un defunto la presenza di una tomba che ne ricorda la vita se, ormai, l’ha perso per sempre (per esprimere questo concetto utilizza una lunga perifrasi in cui descrive tutto ciò che lo fa sentire vivo). Foscolo da ateo-materialista qual è dovrebbe rispondere in modo negativo a queste domande ma, proprio come tutti gli uomini, egli è incapace di rinunciare all’illusione, alla speranza che con la morte non tutto finisca. Foscolo spiega così come, in parte, attraverso la presenza di un monumento funebre e di amici e parenti che compiangono un defunto si possono valicare i confini inesorabili della morte. Il defunto trova così la più bella delle sistemazioni  nel grembo della terra madre, dove può passare il resto dell’eternità così come, prima di nascere, aveva passato i nove mesi della gestazione nel grembo materno.