La storia di Elsa Morante: trama

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Trama dettagliata del romanzo di Elsa Morante, La storia (4 pagine formato doc)

LA STORIA ELSA MORANTE: TRAMA

La storia di Elsa Morante - La Storia di Elsa Morante: trama.

Ida Mancuso è un’insegnante vedova di trentasette anni che vive a Roma. I suoi genitori avevano fatto entrambi lo stesso mestiere e si erano conosciuti a Cosenza, città natia del padre Giuseppe Ramundo, dove Nora Almagià, originaria di Venezia, aveva ottenuto grazie ad un concorso una cattedra.
    Dopo la nascita di Ida, avvenuta nel 1903, nulla di significativo accade in questa famiglia che custodiva con cautela qualche segreto importante: la madre, preoccupata dalle persecuzioni raziali, che si stavano già manifestando in Europa, provava a nascondere la sua origine ebrea cambiando la pronuncia del proprio nome, svelò la verità solo al marito e alla figlia, che per precauzione lei e i marito fecero battezzare; Alfio, amante dell’anarchia, aveva il vizio del bere che l’avrebbe portato in seguito ad una cirrosi e poi alla morte, e la figlia Ida soffriva di disturbi che la facevano svenire, ma che con il passare del tempo, così come il dottore aveva assicurato suo padre, dovevano svanire del tutto.

La storia di Elsa Morante: scheda libro

LA STORIA ELSA MORANTE: TRAMA BREVE

    Sin dall’inizio, Ida fu una bambina che non si fece notare molto.

Era di intelligenza mediocre, ma diligente, riuscì a conseguire una laurea magistrale. Molto presto si ritrovò sposata. Ai genitori piacque molto Alfio Mancuso, un commesso viaggiatore di origine siciliana che Ida usava paragonare al padre al quale assomigliava molto. Dopo il matrimonio, la giovane coppia si trasferì a Roma, dove il marito fece ottenere a Ida, grazie a delle sue conoscenze, una cattedra in una scuola della capitale. Dopo quattro anni di matrimonio, Ida partorì Antonio (Nino) che prese il nome del nonno paterno morto nel terremoto 1908.

TRAMA DEL ROMANZO LA STORIA DI ELSA MORANTE

La madre e il figlio furono però destinati a rimanere soli. Il padre di Ida morì per primo, subito seguito dall’amico Antonio, partito per fare affari nei nuovi territori conquistati dall’Italia nell’Africa e Nora Almagià, ormai vecchia, cominciò ad essere tormentata dall’idea delle persecuzioni fatte agli ebrei e morì in circostanze sospette, apparentemente annegata.
    Nell 1941, in un giorno del mese gennaio, tornando a casa dal mercato, Ida già preoccupata dai nuovi decreti che riguardavano gli ebrei, trovò alla porta del condominio Gunter, un giovane soldato tedesco che sostava a Roma per poche ore ed era in cerca di un bordello. Il soldato seguì Ida nell’appartamento e la violentò; la donna visse però l’evento in uno stato di stordimento poiché il vecchio malore dal quale era stata affetta nell’infanzia le fece perdere la conoscenza per qualche instante.

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