Secretum e De Vita Solitaria: riassunto

Appunto inviato da valentinamarrazzo
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Riassunto approfondito del Secretum e del De Vita Solitaria di Francesco Petrarca (2 pagine formato doc)

SECRETUM PETRARCA

Il Secretum. Il Secretum è un'opera scritta da Francesco Petrarca intorno al 1342-1343, periodo in cui la crisi religiosa di Petrarca toccava il culmine.

E' un’opera in latino, una sorta di diario segreto. Il titolo del componimento per esteso (De secreto conflictu curarum mearum; ovvero Sul conflitto segreto delle mie preoccupazioni), preannuncia una confessione da parte dell’autore, che riflette sulle proprie colpe e suoi propri peccati, dialogando con Sant'Agostino.
Non era un'opera destinata alla pubblicazione. Tant'è che venne pubblicato successivamente nel 1473.
In quest'opera il poeta riflette tra sé e sé, in un dialogo di tre giorni diviso in tre libri. Petrarca e Sant'Agostino in realtà riflettono l'interiorità del poeta ,che raffigurano la parte coscienziosa del poeta che si slancia verso Dio(Sant'Agostino) con la parte legata ai beni mondani, che riconosce la via da seguire ma non riesce a percorrerla (Petrarca) e questi discutono alla presenza di una donna bella e silenziosa, allegoria della Verità.
Nel primo libro Agostino rimprovera la debolezza di volontà del poeta che non gli permette di aspirare ad una vita più sana e virtuosa tesa verso Dio, l'unica cosa che sopravvive anche alla morte, Agostino espone la sua teoria sul male.
Nel secondo libro passa in rassegna i sette vizi capitali, soffermandosi sull'accidia che annulla le possibilità del poeta di operare per il bene.
Nel terzo libro troviamo l'analisi delle passioni, il viaggio si fa sempre più introspettivo, Agostino esplora nell'interiorità del poeta trovandovi l'amore per Laura e il desiderio di gloria terrena che per Petrarca erano passioni “innoque”, in particolare Petrarca credeva che l'amore per Laura fosse stato spirituale e fonte di virtù, ma sant'Agostino dimostra come sia stato il principio della sua degradazione morale.
Il dialogo si concentra sul bisogno di raggiungere la pace interiore mediante un esame di coscienza, che il poeta non raggiungerà mai perchè riconosce di non poter vincere la sua natura. Qui vi notiamo la differenza con Agostino e Dante. Il primo mostra il passaggio dal peccato alla purificazione. Dante dalla selva oscura attraverso il pentimento spiega come raggiungere la purificazione. Petrarca nonostante riconosce la via di purificazione, non riesce ad arrivare ad una purificazione. Petrarca è l'uomo della crisi, tipica di tutti gli uomini di quel periodo.
La catarsi che non riesce a raggiungere a livello morale, la raggiunge a livello stilistico. Il Secretum, non ha una forma tormentuosa e contorta, ma è limpida ed armoniosa, ricca di citazioni del mondo classico, il modello degli antichi infatti gli permette di vedere con chiarezza il suo mondo interiore ed esprimerlo con la stessa chiarezza. L'opera termina con “e cosi sia”, sta a significare che non è avvenuto il processo di conversione, tant'è che alla fine dice che è giusto vivere la vita cosi come essa è.

L'accidia nel Secretum di Petrarca: tema svolto

DE VITA SOLITARIA: PETRARCA

Il de vita solitaria. Il De Vita Solitaria è un trattato morale-religioso dedicato a Filippo di Cabasolles e composto intorno al 1346 (un cancelliere del regno di Napoli). Come si evince dal titolo è un'esaltazione alla vita solitaria.
Nel proemio traccia il locus amoenus, simile a quello di Valchiusa, luogo in cui l'intellettuale dovrebbe ritirarsi.
Nel primo libro vi troviamo una dei temi preferite dell'autore; la predilezione della vita solitaria, tema ricorrente anche nella poesia “solo e pensoso i piu deserti campi”.
Innanzitutto, per vita solitaria intende una vita basata sull'otium litteratum, contrapposto al negotium della vita cittadina, una vita caotica che non permette di concentrarsi sulla propria interiorità.
Quest'opera cerca una concilizione tra cultura classica e cristiana, secondo Petrarca tra le due culture c'è un rapporto di continuità, perchè la solitudine basata sullo studio eleva l'animo fino al raggiungimento di una pace interiore, le massime degli scrittori antichi, in particolare quelli della corrente stoica tipo Cicerone e Seneca, danno conforto e guidano anche l'animo cristiano.