Seneca: vita e opere principali

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Riassunto della vita e opere principali di Lucio Anneo Seneca, un filosofo e politico romano, ed esponente dello stoicismo (8 pagine formato doc)

SENECA: VITA E OPERE PRINCIPALI

Seneca. La vita. Lucio Anneo Seneca, figlio di Lucio Anneo Seneca detto il Padre o il Retore1, apparteneva a una ricca famiglia provinciale di rango equestre.

Nacque a Corduba (oggi Cordova), in Spagna, forse nel 4 a.C.
Fu condotto molto presto a Roma, dove si svolse la sua istruzione retorica e filosofica; per non dispiacere a suo padre intraprese il cursus honorum e rivestì la questura.
Seneca, fin dalla giovinezza, ebbe alcuni problemi di salute; era soggetto a svenimenti e attacchi d'asma che lo tormentarono per diversi anni e lo portarono a vivere momenti di disperazione. Attorno al 20 d.C.
si recò in Egitto, dove stette per diverso tempo, anche se non è possibile stabilire esattamente quanto a lungo. Vi andò per curare le crisi di asma e la bronchite ormai cronica da cui era afflitto. Fu ospite del procuratore Gaio Galerio, marito della sorella di sua madre Elvia.

Seneca: riassunto

SENECA: VITA E OPERE RIASSUNTO

Qui approfondì la conoscenza del luogo sia nelle sue componenti geografiche che in quelle religiose, come racconta nel Naturales quaestiones.
Dopo essere rientrato dal viaggio iniziò l'attività forense e la carriera politica (divenne dapprima questore ed entrò a far parte del Senato) godendo di una notevole fama come oratore, al punto di far ingelosire l'imperatore Caligola, che nel 39 d.C. lo voleva eliminare, soprattutto per la sua concezione politica rispettosa delle libertà civili. Si salvò grazie ai buoni uffici di una amante del princeps, la quale affermava che comunque sarebbe morto presto a causa della sua salute.
Due anni dopo, nel 41, il successore di Caligola, Claudio, lo condannò all'esilio in Corsica con l'accusa di adulterio con la giovane Giulia Livilla (figlia di Germanico), sorella di Caligola.

Seneca: vita, opere e pensiero

SENECA RIASSUNTO PENSIERO

In Corsica Seneca restò fino al 49, quando Agrippina lo scelse come tutore del figlio Nerone. Secondo Tacito sarebbero tre i motivi che spinsero Agrippina a questo: l'educazione di suo figlio, attirarsi le simpatie dell'opinione pubblica (Seneca era considerato uomo di grande cultura) e avere stretti rapporti con lui per riuscire ad impadronirsi del potere.
Seneca accompagnò l'ascesa al trono del giovane Nerone (54 - 68) e lo guidò durante il suo governo. La speranza di fare del giovane principe un sovrano esemplare si rivelò ben presto un’illusione: nel 59 Nerone face uccidere la madre, Seneca rimase al fianco di Nerone anche dopo il matricidio. La sua posizione si fece sempre più debole a causa dell’insofferenza del principe, temendo quindi per la propria vita, Seneca nel 62, si ritirò a vita privata adducendo ragioni di età e di salute, donando a Nerone tutti i suoi averi e dedicandosi interamente ai suoi studi ed insegnamenti.
Dal 62 al 65, anno della sua morte, egli realizzò finalmente quella vita contemplativa fatta di studi cui egli aspirava fin dalla giovinezza.

Seneca: vita, opere e stile

SENECA OPERE PRINCIPALI

Nel 65 accusato di complicità nella congiura pisoniana, ricevette l'ordine di togliersi la vita. Si tagliò le vene, ma poiché il sangue, lento per la vecchiaia e la denutrizione, non defluiva, dovette ricorrere alla cicuta, veleno usato anche da Socrate. Tuttavia la lenta emorragia non gli permise di deglutire; così, secondo la testimonianza di Tacito, si immerse in una vasca di acqua calda per favorire la perdita di sangue e raggiungere una morte lenta e straziante, che arrivò per soffocamento.