Virgilio: l'Eneide

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Caratteri generali dell'Eneide (3 pagine formato docx)

Tutti si aspettavano che Virgilio scrivesse una nuova Cesareide dedicata alle imprese di Augusto.
Ma il nuovo poema epico di Virgilio, l’Eneide, offrì al pubblico romano qualcosa di completamente inatteso. 
La nuova epica di Virgilio, on voleva continuare Ennio, il quale aveva scritto gli Annales, cioè un poema epico di argomento storico, ma voleva sostituirlo. 
Dunque era inevitabile un confronto diretto con Omero. 
Dunque l’intenzione dell’Eneide è duplice. Da un lato Virgilio vuole imitare Omero, dall’altro vuole lodare Augusto partendo dai suoi antenati. 
Analizziamo ora il primo caso. 
I dodici libri dell’Eneide, sono concepiti come una risposta ai quarantotto libri dei due poemi omerici. 
Nei primi sei libri dell’Eneide, Virgilio racconta il viaggio di enea da Troia a Cartagine. 
Con l’inizio del VII libro, i Troiani sono oramai giunti alla foce del Tevere, e quindi inizia la narrazione di una guerra che si conclude solo con la morte di Turno, all’ultimo verso del libro XII. 


Dunque si tende a parlare di una metà odisseica dell’Eneide, e di una metà illidiaca. 
Infatti l’Iliade narra le vicende che portano alla distruzione di una città.
L’Odissea narra, il ritorno a casa di uno dei distruttori. 
Queste die storie epiche, o meglio fabulae, si ripresentano in Virgilio in sequenza rovesciata. 
Egli infatti narra prima i viaggi, poi la guerra, e ciò porta anche un’inversione dei contenuti.
Il viaggio di Enea, non è un ritorno a casa come quello  di Odisseo, ma è un viaggio verso l’ignoto. 
La guerra di Enea, non serve a distruggere una città, ma a costruirne una nuova che sarà poi l’antenata di Roma. 
Questa trasformazione dei contenuti Omerici, non ha precedenti. 
In un certo senso già Apollonio Rodio aveva contaminato sequenze narrative tratte da entrambi i poemi omerici, e anche Nevio nel Bellum Poenicum sembra ispirarsi all’Odissea e all’Iliade, ma si tratta di spunti lontani. 
Possiamo distinguere per comodità, diversi livelli nel rapporto di trasformazione. 
L’Eneide è una particolare contaminazione dei due fatti omerici, ed è in secondo luogo anche una continuazione di Omero. 


Infatti le imprese di Enea fanno seguito all’Iliade, poiché nel II libro di Virgilio, racconta l’ultima notte di Troia, e si riallacciano all’Odissea, poiché Enea segue in parte la traccia delle avventure di Odisseo. 
Quindi Virgilio riprende l’esperienza dell’epos ciclico, cioè la carena di narrazioni epiche che integravano la poesia di Omero.