Catullo: carme 64

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Sintesi del carme 64: descrizione del mito di Pelèo e Teti; digressione sul mito di Arianna (1 pagine formato doc)

Le ninfe marine, figlie di Nèreo e Deride, nipoti di Oceano e Tèti, salirono dal fondale marino per ammirare la nave degli Argonauti; gli eroi rimasero stupefatti di fronte a quelle bellezze “inumane”; il giovane Pèleo non ebbe occhi che per la più giovane delle Nèreidi, Tèti.
Ma grandi difficoltà si frapposero alle nozze, poiché anche Giove, Nettuno e Apollo volevano sposare Tèti. Promèteo, incatenato sulla cima del càucaso, conosceva un’antica profezia che diceva che il figlio di Tèti sarebbe stato più forte del padre; lo rivelò a Giove, senza però riferire il nome della donna. Giove, per conoscere il nome della ragazza, liberò Promèteo e rinunciò a Tèti, insieme a Nettuno e Apollo.
Tèti fu quindi concessa al mortale giudicato più meritevole, Peleo, così anche il figlio sarebbe stato un mortale. Tèti non accettò volentieri e Pelèo dovette lottare contro lei per vincerla. Alle nozze assistettero anche gli dèi; in quell’occasione Poseidone donò allo sposo i cavalli Xanto e Balio, e Chirone donò la lancia pelìaca. Dall’unione dei due nacque Achille, chiamato “il pelide”, che fu poi affidato a Chirone per ricevere l’educazione. Pelèo fuggì poi dalla patria perché aveva ucciso il fratello Foco, si rifugiò in Tessalia dove diventò re e nella reggia di Farselo, era distesa la coperta ricamata, che raccontava la recente storia di Arianna. A questo punto della narrazione, si parla del mito di Arianna e Tesèo. Tesèo, figlio di Egèo, dopo molte avventure, venne ad Atene, dove si trovava suo Padre, che l’ave-va smarrito da bambino e lo riconobbe. Atene era in lutto perché Minosse, il re di Creta, per vendi-care il figlio Androgeno ucciso dagli ateniesi, esigeva il tributo di sette giovani e sette fanciulle che