Le lingue romanze

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Riassunto di letteratura sulla fase della formazione dei volgari italiani (4 pagine formato doc)

Dal latino alla formazione dei volgari: le lingue romanze
Già nell'antica Roma esistevano due tipi di latino quello scritto e quello parlato (detto volgare da volgo popolo e variava da regione a regione).
Dopo la caduta dell'impero romano, i due latini iniziarono ad allontanarsi talmente da poterli definire due lingue diverse. Da qui sono nati i primi volgari.
I volgari
Intorno all'anno mille i volgari si diffusero e acquistarono maggiore dignità culturale, tanto da sostituirsi al latino sia nei documenti sia nelle opere letterarie.
Questo fenomeno fu legato alla nascita dei comuni e all'emergere di una borghesia artigiana e mercantile.


Le lingue volgari si dividono in base alla posizione:
A nord il ceppo romanzo
A sud il ceppo romanzo o neolatino
Il latino medioevale
Il latino però continuò a sopravvivere grazie alla Chiesa. Il cristianesimo, per farsi capire dal popolo, aveva preferito il latino volgare; solo in seguito alla fine della lotta al paganesimo tonò a dare spazio alla conservazione del patrimonio linguistico classico.
Questo atteggiamento favorì la nascita del latino medioevale nel quale latino e volgare erano in equilibrio.
L'autonomia del potere politico da quello religioso
Dante
Dante nell'opera De monarchia all'immagine del papa sole e dell'imperatore luna contrappone quella di due soli che hanno pari dignità e indipendenza; che fa derivare entrambe da Dio: all'imperatore spetta l'amministrazione della legge (e quindi la felicità terrena) mentre alla Chiesa spetta guidare l'umanità alla salvezza eterna.


La cultura del mercante
Figura centrale nelle città del basso medioevo continuava a essere quella del mercante (da ricordare la famiglia Bardi che era una famiglia di mercanti molto ricca e potente).
Il mercante banchiere-imprenditore
Al vero mercante, che intraprendeva lunghi viaggi anche rischiosi, si andò a sostituire una nuova tipologia di mercante definita banchiere imprenditore che abitava stanzialmente in città e faceva i suoi affari via corrispondenza.
Inoltre vedeva associati i suoi familiari in modo da costituire una vera e propria "compagnia". Tuttavia anche questo nuovo tipo di mercanti correva i suoi rischi: nel Trecento furono travolti da un crac finanziario senza precedenti.
Tra questi mercanti ricordiamo i Bardi, una famiglia che diventò molto ricca e potente. Da questa crisi i mercanti seppero risollevarsi da questa crisi perché pensavano che gli uomini possano dominare la realtà.