Italo Svevo

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Riassunto sulla vita, opere e analisi de "la coscienza di Zeno" e "l'ultima sigaretta" (3 pagine formato docx)

Svevo e Trieste
Italo svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, nasce a Trieste nel 1861.
Firenze ebbe una particolare funzione storica, poiché era il principale porto dell’Impero austriaco e un punto d’incontro fra cultura italiana e le altre presenti nel multinazionale impero degli Asburgo.
Il padre si Svevo, ricco commerciante, mandò il figlio in Germania a studiare tedesco e lo indirizzò ad una formazione economica mirata a garantire la continuità dell’azienda famigliare.


Il vizio della scrittura
Svevo condusse una doppia vita per oltre trent’anni: da una parte Ettore Schmitz, stimato dirigente industriale; dall’altra, Italo Svevo, recensore di narrativa europea e autore di due romanzi di scarso successo.
Dopo aver raggiunto la fama, egli tornò più volte su questo curioso dissidio, in particolare sul ruolo del matrimonio, che lo liberò dal lavoro d’ufficio e dalle ristrettezze economiche.
All’insuccesso di Senilità (prima della pubblicazione della  Coscienza di Zeno) seguirono 25 anni di silenzio, durante i quali continuò a scrivere senza un obbiettivo di pubblicazione; Svevo continuò a praticare la scrittura come un vizio nascosto.


Un uomo fortunato: il “caso” di Svevo
Nel 1923, egli decise di pubblicare a proprie spese il terzo romanzo, il risultato non fu migliore  di quello dei due precedenti.
Le recensioni furono poche e indifferenti e le novità dell’opera non suscitarono interesse. Svevo scrisse allora una lettere a James Joyce (Ulisse) . Joyce entusiasta del libro, consigliò all’amico di inviarne una copia a due importanti critici francesi, questi ne rimasero altrettanto entusiasti e si adoperarono per lanciare Svevo in Francia.
Ciò che porto lo scrittore alla celebrità fu un insieme di fortunate coincidenze, ma di certo la sua opera aveva le qualità per diventare un “caso” internazionale.
La coscienza di Zeno fu anche una vittoria sulle ferree regole della società borghese.