Riassunto schematico su Verga

Appunto inviato da ali24
/5

schema riassuntivo della vita di Verga, conversione al Verismo, alcune opere, "Vita dei campi" e trama di "Nedda" (2 pagine formato doc)

RIASSUNTO SCHEMATIVO VERGA

Giovanni Verga (1840 – 1922).

La vita: Nasce nel 1840 a Catania da una famiglia di nobili origini. La sua formazione fu affidata ad Antonio Abate, poeta e patriota. Nel 1865 fa il suo primo viaggio a Firenze dove cominciò a frequentare i salotti mondani della letteratura e si legò intanto a Luigi Capuana (teorico del Verismo)
COMPOSIZIONI: una peccatrice, storia di una capinera, eva
PERIODO MILANESE: Nel 1872 si trasferisce a Milano e anche qui frequentò i salotti letterari più importanti, dove incontrava abitualmente gli “scrittori scapigliati”.
COMPOSIZIONI: eros, tigre reale
Nel 1874 scrisse Nedda (novella o bozzetto siciliano), completamente diverso dalle opere precedenti (ambientata in Sicilia e con scopo di raccontare la povertà di vita della sua gente). Si avvia così la CONVERSIONE AL VERISMO.

Pochi mesi dopo tornato a Catania comincia a ideare un “bozzetto marinaresco” (racconto di vita di mare) intitolato Padron ‘Ntoni che diventerà il romanzo dei Malavoglia.
Nel 1878 scrive Rosso Malpelo.
Nel 1880 uscirono le novelle veriste di VITA DEI CAMPI, intanto lavorava ai Malavoglia e cominciò la stesura di Mastro don Gesualdo.
Nel 1883 Verga incontra in Francia Emile Zola.
Nel 1884 esordisce con le scene teatrali (cavalleria rusticana)
Nel 1893 rientra a Catania e scrive le sue ultime opere in cui emerge il profilo di uno scrittore ormai isolato, che si dedicava alla cura delle terre di famiglia e alla tutela dei figli del fratello.
Nel 1920 nomina a senatore del Regno d’Italia
Muore a Catania nel 1922

Saggio breve su Giovanni Verga


GIOVANNI VERGA SCHEMA RIASSUNTIVO: CONVERSIONE AL VERISMO

La conversione al Verismo risale all’anno in cui pubblica Nedda (1874), bozzetto siciliano in cui racconta una situazione, un destino, prima che una vicenda.

La protagonista è un umile raccoglitrice di olive, Bastianedda detta Nedda la Varannisa, perché viene da Viagrande.
Viene descritta da Verga come una povera figliola raggomitolata sull’ultimo gradino della scala umana ed è considerata la POVERTA’ PERSONIFICATA perché è costretta a vivere di stenti e neanche l’amore riesce a darle un barlume di speranza.
SFONDO SOCIALE = LE CAMPAGNE SICILIANE DOPO L’UNITA’ D’ITALIA (INDIGNAZIONE E DENUNCIA DA PARTE DELL’AUTORE)
PESSIMISMO VERGHIANO = la sorte infierisce con particolare crudeltà su di lei
Le sue sventure nascono da un’ingiustizia di partenza alla quale e’ assuefatta e ogni colpo del destino dilata i margini della sua sofferenza.
Non usa il dialetto siciliano perché voleva una lingua nazionale e che le sue opere venissero lette in ogni parte d’Italia. Però usa espressioni, modi di dire, proverbi e la sintassi del dialetto siciliano.
Con Nedda cambia la visione della vita, non più amori di artisti e ballerine ma passioni semplici e tragedie silenziose di povere contadine.

Rosso Malpelo: riassunto


SCHEMA VERGA E VERISMO: TRAMA DI NEDDA

Verga nel prologo parla in prima persona, narra come un giorno davanti al camino mentre fantasticava, fosse riemersa una fiamma da lui vista ardere nel camino della fattoria del Pino ai pendici dell’Etna. Intorno a quella fiamma ci sono delle ragazze intente ad asciugarsi. Nedda è solitaria e alle domande delle altre la fanciulla narra della madre in fin di vita. Alla fine della settimana riparte per casa. Lungo il cammino incontra Janu, un giovane del suo paese. Una volta tornata a casa trova la madre ormai morta e dopo averla seppellita accetta un nuovo lavoro più redditizio.
Janu chiede di sposarlo ma purtroppo il rapporto tra i due non porta alla felicità: Nedda mostra i segni di una gravidanza prematura e il ragazzo si ammala e muore non riuscendo a sposarla. La ragazza rimane sola e le muore anche la figlia.