Letteratura volgare e dolce stil novo

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Quando nasce la letteratura volgare e dove si sviluppa, la Scuola Siciliana, la Scuola Toscana, il Dolce stil novo, la poesia popolare e giullaresca e la poesia comico-parodica (2 pagine formato doc)

LA NASCITA DEL VOLGARE: RIASSUNTO BREVE

La letteratura volgare in Italia nasce nel duecento in corrispondenza di fenomeni economici, politici, sociali e culturali quali ad esempio.

L’affermazione dell’economia mercantile; la formazione di regni,corti signorili, comuni cittadini, la creazione di importanti università,come quella di Bologna e di Napoli. Questa produzione nel centro nord utilizza il volgare perché è la lingua d’uso dalle classi in ascesa nelle città del tempo, la borghesia mercantile, che vuole imporre la propria visione del mondo ed i propri valori con lo strumento linguistico che le è proprio. Non esiste però, ancora un volgare nazionale, perché ogni centro geografico utilizza la propria lingua, i letterati del tempo, e così nasce un fenomeno chiamato policentrismo linguistico che viene accompagnato da quello politico.

La letteratura volgare in Italia: riassunto

QUANDO NASCE LA LETTERATURA IN VOLGARE E DOVE SI SVILUPPA

Dante De vulgari eloquentia riconosce 14 volgari.

I diversi volgari si svilupparono in aree geografiche diverse, ma danno origine anche a generi letterari diversi. Come la poesia lirica in Sicilia e si sviluppa in Bologna e in toscana, in toscana si colloca la produzione comico parodica e quella allegorica. La poesia religiosa ha come centro di irradiazione l’Umbria,ma si afferma nella pianura padana, la produzione in prosa è prevalentemente toscana.

LA LETTERATURA VOLGARE NEL MEDIOEVO

La scuola siciliana. Nella corte siciliana di Federico II tra il 1230 e il 1250, sorgono imitatori della poesia trobadorica che non usano più la lingua d’oc , ma il loro volgare locale. I poeti siciliani creano la prima poesia d’arte in volgare italiano. La loro poesia riprende fedelmente i temi amorosi, procedimenti stilistici, le forme metriche dei modelli provenzali. I  poeti siciliani sono tutti funzionari dello stato,notai come Jacopo da Lentini,esperti di arti cancelleresche come Pier della vigna, giudici come guido delle colonne, nei loro versi trattano solo il tema dell’amore. Questa chiusura esclusiva sul tema amoroso si può comprendere tenendo conto del diverso ambiente sociale e politico in cui nasce la poesia siciliana rispetto alla contemporanea in lingua d’oc del nord dell’Italia. Qui ci sono contrasti tra corti guelfe e ghibelline, tra comuni o fazioni nemiche all’interno dello stesso comune, nella società cè un intesa sociale e multiforme, a cui l’intellettuale è indotto a partecipare attivamente, in Sicilia invece c’è un potere monarchico assoluto accentratore. Per i funzionari di corte, la poesia è solo evasione della realtà,oppure ornamento elegante e sogno di appartenenza a un elitè. Nella poesia siciliana ricorrono i temi dell’amor cortese ad esempio, l’omaggio feudale alla dama,le lodi dell’eccellenza della donna, la speranza di ottenere una ricompensa alla servitù d’amore, il ritegno a rivelare il proprio amore, il dolore per la lontananza. Tutti questi temi, vengono stilizzati dai siciliani, privati di ogni legame con situazioni psicologiche comuni e concrete astratti da ogni preciso riferimento di luogo e di tempo. Un testo molto conosciuto di Jacopo de Lentini è  amore è uno desio.

STORIA DELLA LETTERATURA VOLGARE: LA SCUOLA TOSCANA

La scuola toscana. Con la caduta della monarchia sveva, 1266, l’eredità della scuola siciliana viene raccolta dai poeti toscani, che ne riprendono i principali aspetti utilizzando tuttavia la propria lingua e affiancando la tematica civile e morale a quella amorosa. Il poeta più significativo di questa tendenza è guittone d’Arezzo (1235 – 1294), la cui produzione comprende canzoni d’ispirazione politica.
Il dolce stil novo. A Firenze negli ultimi decenni del secolo, un gruppo di poeti, pur restando nel solco della lirica amorosa d’ispirazione cortese, si allontana dalle precedenti esperienze poetiche siciliana e toscana, dando vita a una nuova tendenza, definita da dante, che ne fece parte in gioventù: il dolce stil novo.