Riassunto capitolo 13 Promessi Sposi

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breve spiegazione del capitolo 13 de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (1 pagine formato doc)

Riassunto capitolo 13 Promessi Sposi - Il vicario si trovava in casa e da lontano udiva quella grande confusione causata dal popolo, e aveva anche dei sospetti che gli sarebbe accaduto qualcosa.
Così fu, infatti da lontano i servi del vicario si accorsero della gente che stava arrivando e al più presto chiusero tutte le porte e le finestre, e tentarono di trovare un modo per far fuggire il vicario stesso. Renzo si trovava in mezzo alla folla, e pensò che se la colpa della carestia fosse veramente del vicario allora era giusto compiere questa rivolta; e insieme al popolo si mise a bussare e a picchiare la porta. 


I magistrati andarono subito a chiedere soccorso, ma il tempo di giungere al castello Sforzesco, la casa del vicario era già assediata. Tra la folla si distingueva dagli altri un vecchio mal vissuto con in mano un martello, una corda e dei chiodi; a questa visione Renzo e molti altri lo “insultano” dicendogli che non era questo il modo di andare dal vicario, e cioè non uccidendolo.
Ma ben presto una voce si sparse tra la folla, quel vecchio era un servitore del vicario travestito da contadino: una spia.