I teorici del Romanticismo

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Origine del termine che identifica il movimento romantico, l'esperienza dei Fratelli Schlegel e del gruppo di Jena (2 pagine formato doc)

Sul finire del Seicento in Inghilterra, l'aggettivo "romantic" indica negativamente il carattere fantastico e inverosimile dei "romances", ovvero della narrativa che ha per argomento temi meravigliosi e fantastici, come nei romanzi cavallereschi medievali.
Con il Settecento, il termine "romantic", passa a designare con accezione positiva, non solo le fantasie dei romanzi, ma anche gli aspetti malinconici e selvaggi del mondo naturale che danno sfondo a queste fantasie.
Con l'intervento dello scrittore Joseph Herder, il termine cambia nuovamente significato: egli definisce "romantica" la poesia medievale; questa concezione sarà una delle maggiori eredità che lo scrittore lascerà del Romanticismo, soprattutto nelle interpretazioni nazionalistiche e risorgimentali.


L'antica lirica medievale è infatti per lui romantica, poiché è un prodotto spontaneo dello spirito popolare.
I fratelli Schlegel alla fine del Settecento, recupereranno in parte, nella loro definizione di romantico, la teoria di Herder. 
Nell'800 il termine "romantico" verrà infatti utilizzato per designare il rapporto intimo e coerente che la letteratura del nuovo secolo vuole instaurare con le radici medievali della cultura europea, rinnegando provvisoriamente la relazione con la classicità (in particolare quella latina)