Eneide: riassunto Libri 1-4

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Avvenimenti più importanti nei pirmi 4 Libri dell'Eneide di Virgilio: riassunto (8 pagine formato doc)

ENEIDE RIASSUNTO LIBRI - LIBRO 1

Eneide Proemio (libro I).

Come avviene nell’Iliade e nell’Odissea, anche l’Eneide si apre con un proemio, che è costituito dall’introduzione, o protasi, in cui Virgilio espone in estrema sintesi l’argomento dell’opera e l’invocazione alla Musa, affinché gli dia la necessaria ispirazione. Esso è costituito principalmente in due parti:
La prima parte del proemio sintetizza l’intera storia del poema.
Infatti vengono indicate le varie avventure e i naufragi che caratterizzeranno il viaggio di Enea, profugo per volere del fato e che ha molto sofferto anche in guerra a causa dell’ira di Giunone. Questa parte si conclude con la prefigurazione del destino non solo dell’eroe troiano, ma della gente che da lui discenderà, la gloriosa stirpe di Roma. Il poeta quindi enuncia subito la conclusione del racconto, non gli interessa creare una suspance narrativa sulla sorte dei personaggi, per il semplice motivo che il mito di Enea era già conosciuto ai lettori del tempo poiché era già stato accennato in opere come le guerre puniche e gli annali. Ciò che interessa all’autore è designare l’eroe Enea, la sua sofferenza, il suo percorso caratterizzato da continue lotte, di conflitti personali, di incertezze, di sacrifici che porterà l’eroe al suo scopo: la fondazione di una città e la continuazione della stirpe troiana su una nuova Terra.

Eneide: riassunto Libri

ENEIDE RIASSUNTO LIBRI 1-4

La seconda parte parla dell’ira di Giunone , da sempre ostile ai Troiani. Il poeta si chiede, quasi con stupore, come sia possibile che gli dei possano provare un ira così tremenda. Le ragioni personali della rabbia di giunone sono tre: il troiano Paride aveva giudicato Venere (madre di Enea) più bella di lei, il troiano Ganimede era stato preferito a Ebe, sua figlia, come coppiere degli dei, e infine, Giunone era consapevole del destino di Enea e del fatto che fonderà Roma, città così potente da riuscire a sconfiggere Cartagine, da lei tanto amata e protetta.
Il proemio virgiliano è più ricco e sfumato rispetto a quelli omerici. Al centro dell’Iliade, c’era l’ira guerresca di Achille, al centro dell’Odissea, c’era Ulisse, eroe multiforme, polutropos (versatile); mentre Virgilio canta due temi: le armi e l’uomo. La prima evidente differenza è che egli non ricorre all’ispirazione della musa per raccontare i fatti. Si l’imiterà a invocare la musa, a chiederle di precisargli i fatti, nella parte finale solo per seguire lo schema classico del poema omerico. La domanda finale di Virgilio “Di tanta ira sono capaci gli dei?” ci fa capire che Virgilio vive in un periodo di dubbi per quanto riguarda la religione, e essendo colto, non è più interessato alle solite vicende degli dei, fatte di tradimenti, rivendicazioni e vendette di basso livello. Infatti durante l’età augustea si sviluppa il cristianesimo e Virgilio ne sente l’influenza, sebbene egli sia pagano. Vi saranno molti riferimenti a questa influenza che subisce durante la narrazione.

ENEIDE RIASSUNTO LIBRO 4

Vi è una sorta di “aemulatio”, ovvero un fenomeno di imitazione e nello stesso tempo di superamento del modello greco da parte dei Romani. Una dimostrazione di questo fenomeno ci viene data dallo stesso personaggio Enea. Egli assomiglia molto agli eroi omerici poiché come Ulisse, dovrà affrontare un viaggio pieno di pericoli e avventure, e come Achille dovrà combattere valorosamente in guerra. Ma il personaggio è più ricco e sfumato. A differenza di Ulisse, egli dovrà compiere un viaggio verso l’ignoto, e non un ritorno verso casa (nostos), mentre, a differenza di Achille, egli non dovrà combattere per la sua patria, ma per fondarne una nuova, per costruire una città per la sua gente.