Medea di Euripide

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Riassunto della tragedia "Medea" in italiano di 3 pagine completo di trama, personaggi e ambientazione. (3 pagine formato doc)

Untitled - MEDEA di EURIPIDE - Personaggi (in ordine di apparizione): Nutrice di Medea Pedagogo dei figli di Medea Coro di donne Corinzie Medea, figlia di Eeta re della Colchide, donna di Giasone Creonte, re di Corinto Giasone, figlio di Esone re di Iolco, capo degli Argonauti Egeo, re di Atene Nunzio Figli di Medea Ambiente in cui si svolge la tragedia: Corinto Prologo (1-130) La nutrice piange in modo accorato e partecipe sui tristi casi di Medea e sulla incontrastabile rovina.
Vi è il colloquio di due servitori che si confidano, che non hanno mai avuto altra vita, se non quella dei padroni, e ne sentono avvicinarsi la fine. Si conclude con le urla di Medea, che maledice Giasone (il marito) traditore e i figli nati da nozze infauste.
Parodo (131-213) Medea grida il suo dolore all'interno del palazzo (casa sua). La nutrice non sa come calmare Medea. Primo episodio (214-409) Medea occupa la scena e medita in modo lucido la propria vendetta. I componenti fondamentali di questo episodio sono la diversità della razza (i Greci erano fortemente razzisti) e la superiore sapienza, causa di emarginazione nel posto in cui vive. Creonte ordina a Medea di allontanarsi da Corinto, ma lei chiede un giorno per organizzarsi. Medea è una sorta di maga. Primo stasimo (410-445) Il coro mette in dubbio la superiorità morale dell'uomo; dice che non è vero che le donne sono malvagie e che la poesia è inadeguata a curare i mali dell'uomo. Secondo episodio (446-626) Vi è il dialogo tra Giasone e Medea. Giasone cerca di convincere Medea che il suo nuovo matrimonio serve per proteggerla e per proteggere i suoi figli poiché Medea si è inimicata il re e la vuole convincere ad accettare l'esilio. Secondo stasimo (627-662) Il coro riflette sul fatto che l'amore eccessivo conduce alle disgrazie. Terzo episodio (663-823) Vi è il colloquio tra Egeo e Medea. Egeo desidera avere figli e chiede a Medea di interpretare l'oracolo dato dal dio Apollo. Medea gli confida il tradimento del marito e gli promette asilo ad Atene. Medea esprime la volontà di uccidere i figli e la futura moglie di Giasone. Terzo stasimo (824-865) Il coro esprime orrore per l'idea di Medea di compiere l'infanticidio. Quarto episodio (866-975) Medea finge di pentirsi della propria ira con Giasone e chiede di portare in dono alla futura sposa un peplo e una corona d'oro cesellato, perché non scacci i propri figli da Corinto. Quarto stasimo (976-1001) Il coro piange la sorte della futura sposa e dei figli di Medea. Quinto episodio (1002-1250) Il pedagogo ritorna con i figli, che hanno consegnato i doni e sono stati e sono stati prosciolti dall'esilio. Dopo poco arriva un nunzio, che consiglia a Medea di fuggire perché Creonte e la figlia sono morti avvelenati. Medea esulta per la vendetta consumata e decide di uccidere i propri figli perché non muoiano per mano nemica. Quinto stasimo (1251-1292) Si compie l'atroce delitto dei figli. Esodo (1293-1419) Giasone torna a casa nel tentativo di salvare i figli, ma gli