Tommaso d'Aquino: pensiero pedagogico

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Biografia e pensiero pedagogico di San Tommaso d'Aquino sul concetto di maestro (nella sua opera De Magistro) (2 pagine formato doc)

TOMMASO D'AQUINO: PENSIERO PEDAGOGICO

Tommaso d'Aquino.

Biografia. Tommaso d'Aquino, nacque a Roccasecca nel 1225, dopo aver ricevuto la prima educazione nell’abbazia di Montecassino, si iscrive alla facoltà delle Arti dell’Università di Napoli. Entrato nell’ordine dei Domenicani contro il parere dei parenti, studia a Parigi e poi a Colonia al seguito di Alberto Magno.
Nel 1252, su indicazioni di quest0ulitmi, viene nominato baccalaureus biblicus (un docente di grado minore rispetto al magister) a Parigi. Inizia così una carriera universitaria che sopporterà come teologo presso la Curia papale di Roma, a Colonia, a Bologna, a Napoli. Attende in questo periodo alla composizione di numerose opere, fra cui le Quaestiones disputatae de Veritate, la Summa contra gentiles e la Summa Theologiae, lasciata incompiuta a causa della morte, che lo coglie nel monastero di Fossanova nel 1274. Nonostante il dibattito sulla sua filosofia sia accesso, e inizialmente una parte delle sue concezioni vengano condannate, papa Giovanni XXII lo riconosce santo nel 1323.

San Tommaso d'Aquino: le cinque vie dell'esistenza di Dio

SAN TOMMASO DE MAGISTRO

Pensiero    
Lo scritto principale dedicato da Tommaso al problema educativo è l’undicesima delle Quaestiones disputatae de Veritate, intitolata De magistero. La questione De magistero è suddivisa in quattro articoli:
-    se l’uomo possa insegnare ed essere detto maestro, oppure maestro sia solo Dio;
-    se l’uomo possa essere maestro di se stesso;
-    se l’uomo possa essere ammaestrato da un angelo;
-    se l’insegnare appartenga alla vita attiva o a quella contemplativa.

La scolastica: San Tommaso e Anselmo d'Aosta

IL MAESTRO SECONDO SAN TOMMASO

Il primo articolo è quello fondamentale, in quanto contiene la dottrina tomistica circa il rapporto educativo; l’articolo è diviso in diciotto argomenti “pro” e “contro” la tesi secondo la quale solo Dio ammaestra e quindi solo Lui può essere chiamato maestro. Tommaso affronta questo problema esaminando le dottrine corrispondenti nell’agostinismo e nel pensiero arabo. Agostino affermava che il linguaggio del maestro non può procurare allo scolaro una scienza che egli non possiede, ma può solamente dare un significato a quanto egli ha già in sé. Secondo Agostino, dunque, solo Dio è il lumen che accende nell’uomo la ragione. Tommaso affronta nelle sue riflessioni anche il pensiero arabo di Avicenna e Averroè.

San Tommaso d'Aquino: pensiero filosofico

IL MAESTRO PER SAN TOMMASO

La teoria di un intelletto separato, da cui deriverebbero per gli uomini i principi universali della conoscenza (Avicenna), e l’idea che esista un unico intelletto in tutti gli uomini (Averroè), per cui il maestro non possa trasmettere allo scolaro una scienza diversa da quella che questi possiede già, vengono esaminate da Tommaso nel De magistero e nella  Quaestio 117 della Summa Theologiae. Contro l’averroismo, così come contro l’avicennismo, Tommaso afferma l’individualità dell’atto di pensiero come esercizio effettivo: alla teoria secondo la quale la scienza è già tutta nell’animo umano, egli risponde che la conoscenza è un processo che si svolge per gradi; l’intelletto del soggetto educato, infatti, possiede la scienza, ma solo in potenza: ha “ quaedam scientiarum semina” che costituiscono i concetti primi e universali sulla base dei quali conoscerà tutte le cose, ma occorre un processo di mediazione perché egli ordini ciò che ricava dall’esperienza attraverso questi principi. Il maestro favorisce questa mediazione offrendo esempi, oggetti, nozioni.