Platone e Aristotele: riassunto

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l'ideale filosofico e politico di Platone, il progetto politico-pedagogico di Platone, Aristotele: un cittadino del mondo antico, il liceo: una nuova scuola per un mondo che cambia e l'etica ed educazione secondo Aristotele (6 pagine formato doc)

Platone e Aristotele: riassunto.
L'ideale filosofico e politico di Platone - Platone (427/347 a.C.) è sicuramente il pensatore più geniale tra i giovani aristocratici ateniesi seguaci di Socrate. Platone ha lasciato scritti numerosi dialoghi che vedono come protagonista Socrate e altri intellettuali dell'epoca. La forma del dialogo permette a Platone di esporre episodi importanti della vita e dell'insegnamento del suo maestro, ma soprattutto delle idee che egli va maturando. Il pensiero di questo filosofo ha lasciato una traccia profonda in tutto il pensiero occidentale in tutti i campi del sapere fino ai giorni nostri.

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Come Socrate, il filosofo è convinto che gli uomini, possano capire ciò che è giusto fare sul piano etico e politico.
Però Platone divulga ampiamente il suo pensiero tra gli intellettuali dell'epoca e apre una scuola formativa di altissimo livello. Platone è convinto che, tramite lo sviluppo della conoscenza, una élite d’intellettuali possa conseguire la saggezza necessaria per dirigere con giustizia lo stato.
La conoscenza di cui parla Platone è quell’astratta dei concetti e delle idee.

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Es. I CONCETTI DELLA MATEMATICA, LA CUI VERITA' E' INDUBITABILE, NON DERIVANO DALL'ESPERIENZA, MA SONO DENTRO DI NOI. CIO' E' DIMOSTRATO DAL FATTO CHE, CON POCHE ISTRUZIONI ANCHE UNO SCHIAVO INTELLIGENTE PUO' SCOPRIRE LA VERITA' DI UN TEOREMA MATEMATICO COME QUELLO DI PITAGORA. UN DISCORSO ANALOGO VALE PER I CONCETTI FILOSOFICI LA CUI ESSENZA, E' PORTATA ALLA LUCE DALL'INDAGINE E DALLO STUDIO.

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Platone non è solo un pensatore ma è anche un uomo d'azione, consapevole dell'importanza della politica. Platone è un aristocratico, e Crizia, uno dei 30 tiranni è suo zio. Egli considera in modo critico la democrazia della massa che, spesso non agisce con giustizia e, come nel caso della condanna a morte di Socrate, anche in modo ignominioso.