Platone e Aristotele: riassunto

Appunto inviato da claudiaselis
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L'ideale filosofico e politico di Platone, il progetto politico-pedagogico di Platone, Aristotele: un cittadino del mondo antico, il liceo: una nuova scuola per un mondo che cambia e l'etica ed educazione secondo Aristotele (6 pagine formato doc)

PLATONE E ARISTOTELE: RIASSUNTO

L'ideale filosofico e politico di Platone.

Platone (427/347 a.C.) è sicuramente il pensatore più geniale tra i giovani aristocratici ateniesi seguaci di Socrate.
Platone ha lasciato scritti numerosi dialoghi che vedono come protagonista Socrate e altri intellettuali dell'epoca. La forma del dialogo permette a Platone di esporre episodi importanti della vita e dell'insegnamento del suo maestro, ma soprattutto delle idee che egli va maturando.
Il pensiero di questo filosofo ha lasciato una traccia profonda in tutto il pensiero occidentale in tutti i campi del sapere fino ai giorni nostri. Come Socrate, il filosofo è convinto che gli uomini, possano capire ciò che è giusto fare sul piano etico e politico. Però Platone divulga ampiamente il suo pensiero tra gli intellettuali dell'epoca e apre una scuola formativa di altissimo livello.
Platone è convinto che, tramite lo sviluppo della conoscenza, una élite d’intellettuali possa conseguire la saggezza necessaria per dirigere con giustizia lo stato.

CONOSCENZA PER PLATONE E ARISTOTELE

La conoscenza di cui parla Platone è quell’astratta dei concetti e delle idee.
Es. I CONCETTI DELLA MATEMATICA, LA CUI VERITA' E' INDUBITABILE, NON DERIVANO DALL'ESPERIENZA, MA SONO DENTRO DI NOI. CIO' E' DIMOSTRATO DAL FATTO CHE, CON POCHE ISTRUZIONI ANCHE UNO SCHIAVO INTELLIGENTE PUO' SCOPRIRE LA VERITA' DI UN TEOREMA MATEMATICO COME QUELLO DI PITAGORA. UN DISCORSO ANALOGO VALE PER I CONCETTI FILOSOFICI LA CUI ESSENZA, E' PORTATA ALLA LUCE DALL'INDAGINE E DALLO STUDIO.
Platone non è solo un pensatore ma è anche un uomo d'azione, consapevole dell'importanza della politica.
Platone è un aristocratico, e Crizia, uno dei 30 tiranni è suo zio. Egli considera in modo critico la democrazia della massa che, spesso non agisce con giustizia e, come nel caso della condanna a morte di Socrate, anche in modo ignominioso.

Aristotele e Platone: differenze

DIVENIRE PLATONE E ARISTOTELE

Allo stesso tempo egli è convinto che la vera aristocrazia non sia quella formatta dai nobili per nascita, ma quella formatta dalle persone intelligenti che hanno raggiunto la saggezza sufficiente per governare la città o, per divenire il consigliere di chi sta al potere. Platone stesso, dopo la morte di Socrate, va a Siracusa, allora una città greca, governata dal tiranno Dionigi il Vecchio per convincerlo a fondare una repubblica basata sulla virtù e la giustizia. Il tiranno però ama gli adulatori e non sa che farsene di un filosofo. Platone corre il rischio di finire tragicamente ed è costretto ad andarsene. Il filosofo prova nuovamente a realizzare i propri progetti politici con il figlio di Dionigi il Vecchio, Dionigi, il giovane, anche attraverso il suo discepolo Dione, che però viene ucciso.
LA FONDAZIONE DELL'ACCADEMIA.
Platone del 387 fonda ad Atene una scuola di filosofia: l'Accademia.
Ufficialmente si presenta come una confraternita religiosa dedicata al culto delle Muse e non come una scuola. Il nome deriva dal bosco sacro dove è situata, dedicato al leggendario eroe Accademo. La vita dell'Accademia non prevede solo un corso impegnativo di studi, ma anche sacrifici e banchetti ufficiali compiuti insieme da maestri e discepoli, che facilitano un senso di convivialità e comune appartenenza. Del resto il rapporto di comunanza e amicizia tra maestro e scolaro è un ideale sempre presente nella paideia.
L'Accademia è frequentata da giovani e meno giovani. Per la natura superiore degli studi e delle ricerche che in essa si svolgono, può essere paragonata alle attuali università.

IL BENE PER PLATONE E ARISTOTELE

In essa si svolgono conferenze e dibattiti di tipo filosofico e scientifico, tenuti da Platone e dai suoi allievi più anziani. La scienza non è intesa tanto come ricerca basata sull'osservazione, ma come speculazione teorica. La matematica e l'astronomia sono le scienze principali.
La filosofia è intesa non solo come conoscenza astratta di concetti, ma anche come ricerca del bene comune. Nell'Accademia, quindi, la formazione filosofica assume anche il senso di formazione politica ed etico-religiosa di futuri consiglieri e legislatori al servizio di regni o di repubbliche.