San Tommaso e Sant'Agostino: analogie e differenze

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San Tommaso e Sant'Agostino a confronto: analogie e differenze (4 pagine formato doc)

SAN TOMMASO E SANT'AGOSTINO: ANALOGIE E DIFFERENZE

Pedagogia – San Tommaso.

Era un frate domenicano. L’obbiettivo della conoscenza per lui era la religione, perciò ha una concezione diversa da quella di S. Agostino, il quale pensava che la conoscenza e la fede fossero già dentro di noi e che fossero solo da “tirare fuori”. Tommaso invece segue il pensiero di Aristotele, secondo il quale la conoscenza avveniva attraverso l’osservazione del mondo che ci circonda.
Il pensiero di Tommaso fu una novità e una rivoluzione per quell’epoca ovvero il Medioevo, caratterizzato da un’economia statica e potremmo dire “ristretta” infatti ogni villaggio provvedeva a creare e produrre al suo interno tutto ciò che gli serviva senza che quindi avvenissero scambi con l’esterno. Difatti durante il Medioevo i commerci erano miseri inoltre gli spostamenti erano rari, e quindi anche la circolazione di idee era minima. La società dell’epoca era molto statica, le classi sociali rimanevano invariate poiché il potere era nelle mani dei nobili e del clero, che erano due classi molto tradizionaliste. Questa situazione inizia a mutare quando avvengono cambiamenti nel sistema produttivo della società che implicano a loro volta ulteriori cambiamenti nella società. 

Il pensiero di Sant'Agostino, Sant'Anselmo e di San Tommaso

PARAGONE AGOSTINO E TOMMASO

Infatti tra l’XI e XII secolo nel nord della Francia si ebbe l’invenzione del vomere (aratro con una lama che taglia le zolle) che permise di arare più in profondità e inoltre successivamente anche grazie alla creazione del collare rigido o giogo per animali da lavoro, che così potevano usare al meglio la loro energia, si giunse ad avere una sempre maggiore produzione agricola.
Vomere + giogo = maggiore produttività = più alimenti = aumento popolazione = più persone che hanno a disposizione degli alimenti senza dover fare i contadini = nascita di nuovi mestieri legati al campo dell’artigianato e del commercio = la società si arricchisce = accumulo di capitali = NASCITA BORGHESIA (persone benestanti che utilizzano le loro ricchezza per accumulare ulteriori capitali) = nascita comuni
Mentre i nobili utilizzavano i capitali per ostentare, la borghesia invece li utilizzava per lavorare e arricchirsi ancora di più. Quest’ultima è una classe interessata alle attività produttive e al commercio, è aperta alle innovazioni e critica le tradizioni. Naturalmente la borghesia finì per entrare in conflitto nobili e clero, ovvero quel potere legato alle tradizioni che prevaleva durante Medioevo. (BORGHESIA SI RIBELLA PERCHE’ CAPISCE CHE IL POTERE DOVREBBE ESSERE ANCHE NELLE SUE MANI)
(S.AGOSTINO SI ISPIRA ALLE IDEE DI S .PAOLO E PLATONE, QUESTIONE LUTERANESIMO)

FEDE E RAGIONE AGOSTINO

All’inizio del 12 secolo, con la nascita della classe borghese si ebbe anche la nascita delle università, le quali sorgono con l’obbiettivo di dare ai borghesi le conoscenze necessarie per lavorare all’interno della società. Le università più importanti furono quella di Bologna (diritto) e Salento (medicina) e grazie a quest’ultime aumentarono moltissimo il potere della borghesia.
I comuni sono l’espressione della borghesia e spezzettano il potere perché acquisiscono un’autonomia politica, dove non riescono ad essere così forti i comuni si affermano delle monarchie territoriali, che finirono presto per entrare in conflitto tra loro per il potere. La borghesia si diffuse in tutta Europa, e non è che dove si affermarono le monarchie territoriali questa non fosse presente ma semplicemente non riuscì ad organizzarsi come in altre parti. La borghesia, inoltre, si alleava con chi gli faceva più comodo in certo momento, perché il suo unico interesse era quello di arricchirsi; mentre la nobiltà era un potere legato ad un certo popolo o territorio.