Maria Montessori e il Femminismo: riassunto

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La vita di Maria Montessori e l'emancipazione femminile (2 pagine formato docx)

MARIA MONTESSORI FEMMINISMO

Maria Montessori.

Maria Montessori nasce a Chiaravalle (Ancona) nel 1870 ed è stata la prima donna a laurearsi in medicina, coerentemente con le sue idee sull’emancipazione femminile. Lo studio delle opere dei francesi Itard e Séguin sull’educazione dei giovani handicappati la porta a interessarsi al problema educativo seguendo un approccio scientifico.
Diventa direttrice della “Scuola magistrale ortofrenica” di Roma, vi istituisce nel 1907 la prima “casa dei bambini”, in cui mette in pratica una nuova concezione di scuola dell’infanzia. Il successo dell’esperimento, presentato due anni dopo nell’opera Il metodo della pedagogia scientifica applicata all’educazione infantile delle case dei bambini, conduce presto alla nascita di un movimento montessoriano, dal quale avrà origine nel 1924 l’“Opera nazionale Montessori” e quindi la “Scuola magistrale Montessori”, in seguito chiusa dal regime fascista. La rivendicazione da parte della Montessori della piena autonomia istituzionale dei suoi istituti e la pubblicazione di scritti come La pace e l’educazione (1933) sono infatti la testimonianza di un contrasto insanabile con le autorità fasciste, che costringerà la pedagogista ad abbandonare l’Italia e a viaggiare a lungo per diffondere la propria teoria educativa. Maria Montessori morirà a Noordwyk (Olanda) nel 1952, dopo aver scritto opere come Il segreto dell’infanzia (1938) e La mente del bambino (1952).

Maria Montessori: biografia e metodo educativo

MARIA MONTESSORI EMANCIPAZIONE FEMMINILE

Montessori e il femminismo. Nel 1899 si tenne a Londra il Congresso Internazionale delle donne, e Maria Montessori venne nominata rappresentante dell’Italia. Essa ribadiva che per la vittoria della causa femminile era fondamentale l’unità tra tutte le donne; inoltre affermava che in Italia non sono tanto l’uomo o le leggi che sono contro il progresso della donna quanto la donna stessa. Infatti ci sono leggi favorevoli alla donna da cui essa non trae vantaggio. Per esempio, “potrebbe essere un membro degli importanti consigli di amministrazione degli istituti di carità; ma le signore si limitano a raccogliere denaro durante le feste, affidandone l’amministrazione agli uomini”. Oppure riguardo al lavoro delle medichesse, là dove le donne potevano scegliere il proprio medico chiamavano comunque gli uomini a curarle, così come sono state sempre abituate a fare.

MARIA MONTESSORI DIRITTI DELLE DONNE

La riflessione della Montessori si basava sul fatto che il movimento delle donne non doveva combattere solo i preconcetti degli uomini, ma anche quelli delle donne stesse che, non essendo state educate alla vita sociale, rimanevano schiacciate sotto il peso del pregiudizio, in una sorta di oblio delle proprie capacità. C’era da combattere una battaglia “interna” rivolta all’elaborazione della consapevolezza femminile affinché le donne potessero essere solidali tra loro e consce di poter assumere responsabilità familiari, sociali e politiche.