LA RIFORMA DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE

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relazione sulla riforma costituzionale voluta dalla destra (2 pagine formato doc)

LA RIFORMA DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA LA RIFORMA DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA Nel Novembre 2005 il Senato ha approvato definitivamente la legge di riforma della seconda parte della Costituzione Italiana inerente all' “Ordinamento della Repubblica Italiana”, completando in tal modo l'iter richiesto dalla procedura aggravata ex articolo 138 della Cost.
Italiana. Tale riforma stravolge gran parte dell'ordinamento vigente, introducendo tra l'altro anche la devolution. Ciò che ci proponiamo di fare in questo articolo è un'analisi dei cambiamenti a cui la Costituzione del nostro Paese andrebbe incontro se tale riforma entrasse in vigore, cercando di essere il più obiettivi possibili, ed avendo come unico scopo quello di mettere al corrente, chi ancora non lo fosse, delle modifiche che tale riforme comporterà, in vista quindi del referendum confirmativo, con il quale al popolo sarà data la possibilità di esprimere direttamente la propria volontà a tal proposito in quanto crediamo che sia necessario che su questo argomento anche i giovani che ci accingono per le prime volte a votare siano preparati ed informati. Ecco in sintesi i punti fondamentali della Riforma, che esporremo dividendoli per materie di competenza: - PARLAMENTO: verrebbe completamente meno il bicameralismo perfetto su cui si fonda l'attuale testo, ovvero l'identità perfetta di poteri tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica.
Infatti, il nuovo Parlamento sarebbe composto dalla Camera dei deputati e dal Senato federale della Repubblica, due camere le quali avrebbero poteri e competenze diverse.Innanzitutto bisogna precisare che per quanto riguarda la Camera dei Deputati, il numero dei membri scenderebbe dagli attuali 630 a 518 , 18 dei quali sarebbero eletti nella circoscrizione riservata agli italiani all'estero. Verrebbe inoltre introdotta una nuova figura, quella dei "deputati a vita". Tale carica sarebbe riconosciuta a tre deputati di nomina presidenziale, oltre che agli ex capi dello Stato. Cambierebbe infine anche l'età minima per essere eletti deputati alla Camera: non più 25 anni come nella vigente Costituzione, bensì 21. Per quanto concerne invece la procedura legislativa, la Camera esaminerebbe solo le leggi riguardanti le materie riservate allo Stato. Il Senato potrebbe chiedere di riesaminarle, con una richiesta di due quinti dei senatori, quindi il testo ritornerebbe alla Camera, che deciderebbe in maniera definitiva. Per quanto riguarda invece il futuro Senato federale della Repubblica, istituito come Camera rappresentativa degli interessi del territorio e delle comunità locali, è necessario dire che esso sarebbe composto da 252 senatori, più 42 rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, la metà in rappresentanza delle Regioni e delle Province stesse, l'altra delle Autonomie locali, senza diritto di voto, e non più quindi da 310 membri più gli ex Presidenti della Repubblica e fino a