La religione in antropologia

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Cos'è la religione in antropologia? La funzione sociale dei riti e la religione come funzione sociale (6 pagine formato doc)

RELIGIONE IN ANTROPOLOGIA

Gli antropologi, gli psicologi e in generale gli scienziati sociali non sono gli unici ad occuparsi di religione.

In materia di religione riflettono e discutono anche i credenti e gli specialisti delle varie religioni (teologi, dotti). Il religioso è interessato a favorire l’esperienza religiosa propria e degli altri cercando di dare delle risposte a degli interrogativi.
Lo scienziato sociale, invece, studia la religione in quanto fenomeno umano fondamentale che può essere analizzato scientificamente come l’economia, la politica.

COS'E' LA RELIGIONE IN ANTROPOLOGIA

Le scienze sociali si occupano del fenomeno religioso, cioè delle religioni in quanto fatto sociale. Il centro d’interesse delle scienze sociali è il fatto che le persone nutrono credenze di tipo religioso svolgendo pratiche rituali, affidandosi a specialisti del sacro e organizzando la vita religiosa in forme sociali come la chiesa, le sette e altri movimenti. Il fenomeno religioso viene esaminato dall’esterno. Lo scienziato sociale non entra nel merito, non cerca di stabilire se le credenze di una religione sono vere o false, se una religione è migliore dell’altra o se è più ragionevole avere fede o non averla. Gli scienziati descrivono semplicemente quello che i diretti interessati pensano e fanno (intersezioni di secondo grado o indirette) e si sforzano di spiegare il fenomeno religioso in chiave terrena, raccogliendo i dati sulla vita religiosa umana in base ad altri dati di fatto sull’uomo (la sua psicologia, vita sociale, società).

FUNZIONE SOCIALE DEI MITI E DEI RITI

Le scienze sociali non sono in grado di esaurire il discorso sulla religione, di dirci tutto ciò che in proposito vorremmo sapere. Le scienze sociali non offrono risposte agli interrogativi fondamentali alla base dell’esperienza religiosa (c’è la vita dopo la morte). La ricerca scientifica spiega la religiosità umana riducendola a bisogni psicologici o sociali o culturali, cioè in chiave terrena.

Le caratteristiche dell'antropologia

RELIGIONE COME SISTEMA CULTURALE

Definire la religione non è facile. Possiamo dare una definizione funzionale, nel quale si precisa a cosa serve l’esperienza religiosa. J.M Yinger (1970) secondo il quale la religione è “un sistema di credenze e pratiche con cui un gruppo di persone lotta con i problemi della vita umana”. E possiamo anche dare una definizione sostantiva, che precisa in che cosa concretamente consiste e come si manifesta la religione. M. Spiro (1966) propone la religione come “un’istituzione consistente in una interazione, con essere sovraumani culturalmente postulati”. Elaborando queste due definizione si è arrivato ad una definizione accettabile: la religione è un insieme di credenze riguardanti il trascendente, che si accompagnano a pratiche di vita e rituali, che si esprimono in forme sociali più o meno organizzate e che in ogni società svolgono funzioni psicologiche e socio-culturali. Trascendente significa tutto ciò che va al di là della nostra esperienza sensibile (tutto ciò che si può dimostrare con i sensi). Ci sono due aspetti di trascendenza: dimensione intellettuale, consiste nel fatto che non riusciamo a conoscere le realtà trascendenti e una dimensione pragmatica, non possiamo controllare ne intervenire sulle realtà trascendenti.