La genetica

Appunto inviato da koalalibero
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Introduzione alla genetica, con riferimenti ai oprimi esperimenti dui Mendel, fino ad arrivare agli studi più recenti (8 pagine formato doc)

La genetica è quell'area della biologia che si interessa della ereditarietà, del processo, cioè, mediante il quale certe caratteristiche degli organismi vengono manipolate e trasmesse dai genitori ai figli.
La genetica moderna nacque in pratica nel 1866, quando il frate austriaco Gregor Mendel dimostrò le caratteristiche ereditarie del pisello da giardino, Pisum sativum, e fornì quindi delle nuove basi sulle quali stabilire i concetti di ereditarietà. Le teorie di Mendel erano basate sui fattori ereditari, i geni, la cui esistenza fu dedotta da questo ricercatore senza che fosse possibile osservarli e senza che si avesse alcuna informazione su cosa fossero e dove fossero localizzati.

I risultati e le teorie di Gregor Mendel, però, rimasero pressoché ignorati fino a circa il 1900, allorché Hugo de Vries in Olanda, Carl Correns in Germania ed Erich von Tschermak-Seysenegg in Austria, - i quali riscoprirono simultaneamente i lavori di Gregor Mendel e indipendentemente effettuarono esperimenti simili - giunsero pressoché alle stesse conclusioni alle quali era arrivato Mendel. E' ora accettato e noto che i geni decidono le caratteristiche strutturali e la fisiologia di tutti gli organismi, dai piccolissimi virus alle gigantesche sequoia, ai maestosi elefanti e alle immense balene, i più grandi animali mai vissuti sulla faccia della Terra. Tutte queste caratteristiche o, come si dice con maggior precisione, tutti questi caratteri, vengono trasmessi direttamente dai genitori ai figli.
E' altresì noto che l'ampia varietà osservata nei tratti ereditari viene causata dalle variazioni che si possono presentare nei geni stessi.

GLI ESPERIMENTI DI MENDEL

Mendel studiò sette particolari caratteristiche dei piselli da giardino e ottenne dei risultati sperimentali che suggerivano che per tutti questi caratteri valessero dei meccanismi ereditari simili. In un esperimento egli fece incrociare delle piante che differivano fra di loro per l'altezza. Ottenne così una discendenza di piante di piselli che risultavano tutte alte e un'altra discendenza di piante sempre basse; Mendel, poi, provò a incrociare la discendenza di piante alte con quella di piante basse trasferendo il polline da una pianta all'altra. Trovò che la progenie di questi incroci (la prima generazione di figli) era costituita da piante tutte alte. Mendel fece quindi in modo che si avesse una autoimpollinazione fra le piante figlie in modo da avere una seconda progenie: tre quarti delle piante di questa generazione erano alte e un quarto basse.