Sistemi centralizzati e sistemi distributivi

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Note sintetiche sull'evoluzione tecnologica nei sistemi a partire dagli anni sessanta del Novecento (1 pagine formato doc)

Dai sistemi centralizzati ai sistemi distributivi


Sin dalla metà degli anni 60 l'evoluzione tecnologica consentiva di associare, a un grosso calcolatore centrale, altre postazioni di lavoro, non capaci di elaborazioni proprie che permettevano di accedere alle risorse del calcolatore centrale.

Il calcolatore centrale è collegato direttamente sia con le postazioni di lavoro, che chiamarono terminali, che non hanno ne risorse di loro proprietà ne rilevanti capacità di collaborazione, sia con tutte le principali.


Sarà compito del calcolatore centrale decidere, per esempio, se un certo utente può richiedere del suo terminale, l'accesso ad una certa struttura di dati, oppure quando una certa stampante assegnata.

Se lo riterrà opportuno, il calcolatore centrale potrà anche negare l'accessi a certe operazioni o dispositivi realizzando un meccanismo di protezione.

I terminali possono essere posti fisicamente nelle strette vicinanze dell'elaboratore culturale (in questo si chiedono terminali locali), oppure in una posizioni distante (si parla di terminali remoti).

Nel caso dei terminali remoti la connessione può avvenire tramite linea telefoniche.




Limiti della centralizzazione




Il fatto che i terminali non siano in grado di lavorare automaticamente e che la comunicazione debba essere comunque governata dal calcolatore centrale, rende il lavoro globale del sistema molto lento e caratterizzato dal sovraffollamento di richieste a carico dell'unita centrale.

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