Cubismo e Picasso: riassunto di storia dell'arte

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Cubismo e Picasso: le caratteristiche dello stile cubista e del suo principale esponente, con vita e alcune opere. Riassunto di storia dell'arte sul Cubismo e Pablo Picasso (4 pagine formato doc)

CUBISMO E PICASSO: RIASSUNTO DI STORIA DELL'ARTE

Il Cubismo.

Il Cubismo prese vita agli inizi del Novecento, nel clima generale di nuove sperimentazioni artistiche e scientifiche.
La soluzione proposta dal Cubismo è la resa integrale dell’oggetto, presentato anche nelle parti che normalmente non si vedono, dal momento che gli oggetti non sono visti dagli occhi ma dalla mente, nella loro essenza e nel loro rapporto con lo spazio e il tempo, fuori da ogni logica realistica.
I pittori cubisti non cercano di compiacere l’occhio umano imitando la realtà, né tentando di rappresentarne le impressioni; essi invece si sforzano di costruire una nuova realtà, che sia vera a tutti gli effetti.
Anziché descrivere in modo fedele il mondo circostante, i pittori cubisti lo scomponevano in piani e forme geometriche elementari e sintetizzavano in un'unica composizione punti di vista diversi, che nella realtà non potrebbero essere adottati simultaneamente. Influirono profondamente sulla formazione di questo rivoluzionario approccio, che forniva un'attenzione nuova agli aspetti minori e più "essenziali" della natura, la conoscenza dell'arte tribale africana e dell'Oceania, con la sua scarsa attenzione alla resa realistica delle pose e della figura umana, e l'opera del pittore postimpressionista Paul Cézanne, che dava risalto alle strutture geometriche della realtà circostante.

Il Cubismo e Pablo Picasso: riassunto


CUBISMO E PICASSO RIASSUNTO

Si fa una distinzione infatti tra ciò che è vero e ciò che invece è verosimile: un cubo visto in prospettiva, per esempio, è verosimile, poiché non presenta le caratteristiche reali del cubo, cioè non tutti gli spigoli verticali sono paralleli e uguali tra loro, non tutti gli angoli sono uguali, e per di più non si vedono neanche tutte le facce! Al contrario, lo sviluppo piano di un cubo è la rappresentazione reale di quel cubo.
Nei quadri di Pablo Picasso l’oggetto viene rappresentato da una molteplicità di punti di vista così da ottenere una rappresentazione «totale» dell’oggetto. Tuttavia, questa sua particolare tecnica lo portava ad ottenere immagini dalla apparente incomprensibiltà, in quanto risultavano del tutto diverse da come la nostra esperienza è abituata a vedere le cose.
La realtà cubista comprende anche per la prima volta il fattore tempo: il pittore cubista infatti fa entrare il tempo nella sua opera poiché la presenta sotto tutti gli aspetti e da tutti i punti di vista! Quando si tratta di un oggetto, lo ruota tra le sue mani; quando si tratta di una figura umana, le gira intorno, riuscendo così a percepire momenti diversi di una medesima scena.

Cubismo e Picasso: riassunto


CUBISMO E PICASSO STORIA DELL'ARTE

Il tempo e la percezione. L’immagine naturalistica ha un limite ben preciso: può rappresentare solo un istante della percezione. Avviene da un solo punto di vista e coglie solo un momento. Quando il Cubismo rompe la convenzione sull’unicità del punto di vista di fatto introduce nella rappresentazione pittorica un nuovo elemento: il tempo.
Per poter vedere un oggetto da più punti di vista è necessario che la percezione avvenga in un tempo prolungato che non si limita ad un solo istante. È necessario che l’artista abbia il tempo di vedere l’oggetto, e quando passa alla rappresentazione porta nel quadro tutta la conoscenza che egli ha acquisito dell’oggetto.
L’introduzione di questa nuova variabile, il tempo, è un dato che non riguarda solo la costruzione del quadro ma anche la sua lettura. Un quadro cubista, così come tantissimi quadri di altri movimenti del Novecento, non può essere letto e compreso con uno sguardo istantaneo. Deve, invece, essere percepito con un tempo preciso di lettura. Il tempo, cioè, di analizzarne le singole parti, e ricostruirle mentalmente, per giungere con gradualità dall’immagine al suo significato. Il nome del movimento gli fu dato per la prima volta in accezione negativa da un critico che commentò un quadro di Braque, e si rifà al loro uso di scomporre la realtà in piani e volumi elementari, cioè proprio i cubetti.
La data di inizio del Cubismo si fa convenzionalmente risalire al 1907, anno in cui Ricasso espose il suo “Les demoiselles d’Avignon”, e termina con la prima mondiale, che interruppe bruscamente la grande stagione di questa corrente.  

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TIPI DI CUBISMO

Si possono considerare due momenti del Cubismo: in una prima fase ci si limita a scomporre oggetti della quotidianità, ed è questo il Cubismo analitico; si passa poi a creare forme che non hanno più alcun rapporto con quelle esistenti, ed è questo il Cubismo sintetico.
I dipinti cubisti sono sempre stati molto difficili da interpretare a causa della loro tendenza all’astrazione, in un qualcosa di puramente mentale, senza più alcun rapporto con la concretezza della realtà. E’ per questo che Pablo Picasso e Braque cominciarono ad inserire nelle loro opere anche lettere dell’alfabeto e numeri, così da conservare la riconoscibilità di questi elementi. Sempre allo scopo di radicare la propria pittura nella realtà, Braque adottò la tecnica dei papiers collèe, e Pablo Picasso quella dei collage. La prima consisteva nell’applicare sulla tela anche pezzi di giornale e carta, mentre la seconda prevedeva l’uso dei materiali più eterogenei: stoffa, gesso, legno e altri, che riuscivano a richiamare direttamente alla mente gli oggetti reali.
Pablo Picasso e Braque volevano cogliere nei loro dipinti l’aspetto essenziale degli oggetti: non l’apparenza esteriore, fatta di colori e volumi, che possono cambiare nel tempo, ma la struttura geometrica elementare, che costituisce la caratteristica immutabile delle cose, la loro realtà: non la visione da un solo punto di vista, come nell’arte tradizionale, ma la visione simultanea di tutti i punti di vista di una figura.

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PICASSO RIASSUNTO VITA

Pablo Picasso. Pablo Picasso nacque in Spagna, e già giovanissimo fu avviato agli studi artistici e dimostrò un grande talento, tanto da riscuotere anche molti consensi fra i critici. Di animo irrequieto e indipendente, l’artista ben presto si allontana dalla famiglia per intraprendere una serie di viaggi nella Catalogna. Egli affermava, alla fine dei suoi anni: “A 13 anni dipingevo come Raffaello, c’ho messo una vita per imparare a dipingere come un bambino”, proprio perché la pittura di un bambino, libera dalle regole prospettiche, riuscendo a mostrare contemporaneamente più facciate della realtà, è quella che più si avvicina al gusto cubista.

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