il Beato Angelico

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Vita e opere del Beato Angelico (3 pagine formato doc)

Fra Giovanni da Fiesole, più noto come Beato Angelico è originario della città di Vicchio in Toscana; il soprannome Beato gli è stato attribuito, prima ancora che la Chiesa lo avesse definito tale, per le sue opere che trattavano tutte soggetti religiosi, egli è infatti un pittore fondamentale del Rinascimento che ha unito la vita di frate devoto a quella di pittore completo. È opportuno specificare che il fatto che l’Angelico si dedichi a soggetti prettamente religiosi non sta a significare la sua mancata aderenza alla corrente rinascimentale (è infatti comune associare il Medioevo all’affermazione del divino mentre il Rinascimento a quella dell’uomo).
In realtà l’artista pur esprimendo una così profonda religiosità, aderisce pienamente alle ideologie del suo tempo: comprende i problemi dell’umanità in terra, ma li risolve con la fede nella giustizia divina.
Pone l’uomo al centro della sua attenzione, e sa bene che questi può giungere a Dio comprendendo il suo creato solo con l’aiuto della ragione, soprattutto di quella prospettica. Ritroviamo quindi una certa somiglianza con l’ ideologia positiva di Brunelleschi che vedeva con serenità il rapporto uomo-natura , dal momento che l’uomo con la ragione era perfettamente in grado di comprendere ciò che lo circondava. Questa idea di serenità è appunto la stessa che ritroviamo nelle pitture dell’Angelico, dove il dramma non esplode mai, ma anche gli episodi più dolorosi vengono contemplati da lui con la sicurezza che tutto ha un fine ben preciso, stabilito da Dio. Riguardo agli anni della sua formazione non si sa molto, ma possiamo dare per scontato che egli cominciò la sua carriera come illustratore dei messali e di altri libri religiosi. Negli anni successivi si dedica alla realizzazione di due importanti tabernacoli:  Il Tabernacolo con l’Annunciazione e l’Adorazione dei Magi  Nella cuspide, dove è rappresentata l’Annunciazione, il piano di fondo è costituito da un parametro riccamente ornato, di origine miniaturistica, come la decorazione del pavimento, che a prima vista sembra quasi verticale; ne deriva che la bidimensionalità e la ricchezza esornativa dominano l’opera, richiamando fortemente l’arte bizantina. È infatti nelle figure che dobbiamo ricercare gli elementi rinascimentali, esse pur non aderendo saldamente al terreno (ulteriore influenza medievale) hanno una loro consistenza volumetrica (la Madonna in particolar modo), ma soprattutto sono esseri umani pensanti, che presentano nei movimenti un’evidente eleganza classica, ma sono perfettamente radicati nella realtà che li circonda, esattamente come era per il San Giorgio di Donatello. Ed ancor di più nella sottostante adorazione, nonostante la ricchezza decorativa delle vesti e del prato fiorito, i personaggi si distribuiscono spazialmente, “vivono” non coralmente ma da persone con un’identità propria. Per quanto riguarda la struttura generale del tabernacolo è importante notare come anche qui siano presenti e