Paul Gauguin: vita e Il Cristo giallo

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Breve riassunto della vita di Paul Gauguin e analisi del suo dipinto "Il Cristo giallo" (2 pagine formato doc)

PAUL GAUGUIN: VITA

Paul Gauguin.

Tutti gli artisti che operano negli ultimi decenni del 1800 fanno riferimento, almeno inizialmente, alla rivoluzione impressionista; allo stesso tempo però, consci della crisi del movimento, reagiscono cercando ciascuno la strada propria: chi, come Seurat e Signac, attraverso  “l’Impressionismo scientifico” ; chi al contrario, come Gauguin con il superamento della realtà in favore della libera espressione di se stesso. Per gli artisti di fine Ottocento, che cercano uno stile nuovo, capace di dare vita al mondo interiore, di esprimere le verità invisibili dello spirito, Paul Gauguin non è un semplice maestro, ma un vero e proprio profeta.

Paul Gauguin: vita

PAUL GAUGUIN: BIOGRAFIA

La sua pittura del tutto antinaturalistica, che non cerca di imitare la realtà, ma di rappresentare le immagini interiori, è il modello di un’intera generazione.

La sua vita avventurosa, in fuga costante dalla civilizzazione dell’Occidente, verso terre primitive e incontaminate, assume i caratteri del mito. Gauguin decide tardi di dedicarsi interamente alla pittura: tornato a Parigi dopo i primi anni vissuti in Perù, dove il padre cercava un improbabile successo come giornalista, diventa agente di cambio. Gauguin dipinge apprendendo il mestiere da solo. È dunque un autodidatta, ma proprio questo è la sua forza: potrà creare senza condizionamenti esterni. Gauguin, intorno al 1880 – 1881 stringe un’amicizia con Pissarro, grazie al quale riuscirà a partecipare alle mostre degli Impressionisti, fino all’ultima del 1886. Nonostante graviti intorno all’ambiente degli impressionisti, e si consideri uno di loro, in realtà dalle sue opere iniziali si intuiscono i presupposti di un’arte antinaturalistica e quindi antitetica all’Impressionismo. Gauguin intraprende la sua vera strada quando lasciata Parigi si trasferisce in Bretagna. Tra il 1886 e il 1891 fissa la sua dimora a Pont-Aven interrompendo il suo soggiorno con viaggi a Panama, nelle isole della Polinesia (1887) e ad Arles (1889) dove nacque e si concluse la drammatica amicizia con Van Gogh.

In Bretagna, dove entra in contatto con una natura selvaggia e con persone semplici, Gauguin abbandona gradualmente la rappresentazione della realtà per interpretarla liberamente. Non gli interessa rappresentarla nei dettagli, ma creare immagini potenti, evocative, cariche di colori puri e abbaglianti, dalle forme semplici, come quelle dell’arte primitiva, che non conosce le regole della prospettiva ma parla direttamente all’immaginazione. Le stampe giapponesi gli hanno insegnato che esiste una bellezza completamente diversa da quella dell’arte occidentale: esistono immagini in cui la realtà scompare tra gli arabeschi, le decorazioni, gli spazi irreali, i colori fantastici.
Emile Bernard, giovane pittore che incontra a Pont–Aven, lo entusiasma con la sua idea di un’arte “sintetica”, cioè essenziale, fatta di pochi colori piatti, delimitati da un disegno netto ed essenziale.

GAUGUIN TAHITI

Nel 1891, Gauguin, sempre attratto dal fascino dei mondi primitivi ed esotici, si imbarca per Tahiti dove, tranne un breve ritorno a Pont–Aven nel 1894, trascorre l’ultimo periodo della sua vita, conclusasi nelle Isole Marchesi dove si era trasferito nel 1901 e dove muore nel 1906. La bellezza fisica degli abitanti di quelle isole, la semplicità e spontaneità dei modi di vita sono gli aspetti ricorrenti nei dipinti eseguiti in questi anni da Gauguin, interessato ai miti e alle credenze religiose locali, che egli coglie nella spontaneità dei gesti quotidiani, come aveva fatto nei suoi soggetti bretoni.

PAUL GAUGUIN: STILE

Il suo stile ha ormai raggiunto il massimo della semplificazione compositiva e formale. Nella sua pittura sintetica e simbolista, frutto delle sue conoscenze acquisite nel corso della sua vita, troveranno alimento i movimenti e le esperienze più diverse della cultura artistica contemporanea, dai Nabis ai Fauves, dal Simbolismo all’Espressionismo.

PAUL GAUGUIN: IL CRISTO GIALLO

Il Cristo giallo di Paul Gauguin, 1889. Il cloisonnisme, cioè una pittura con zone rigorosamente delimitate, trova applicazione nel “Cristo giallo”, dove già il titolo allude all’antinaturalismo cromatico e quindi al valore simbolico del colore, assumendo il valore di unione tra le messi di grano (giallo) e il Messia; dove, ormai, il grano finito il suo "tempo", "risorgerà" in un’altra stagione.