Edgar Degas: biografia breve e opere

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Breve riassunto della vita del pittore e scultore francese Edgar Degas e cenni alle sue opere, quali La famiglia Bellelli, Orchestre, La lezione di danza, La ballerina, L'Assenzio e Le Stiratrici (2 pagine formato doc)

EDGAR DEGAS: BIOGRAFIA BREVE

Edgar Degas.

Degas è uno degli artisti che partecipano alla prima mostra impressionista del 1864, anche se non segue alla lettera le regole impressioniste. Nasce in una famiglia ricca, per metà italiana e per metà creola: sua madre era americana, mentre il padre era napoletano. Il padre era un appassionato d’arte e Degas riceve la sua approvazione e il suo sostegno quando gli comunica di voler seguire la vocazione artistica.
A 22 anni, Degas arriva a Firenze, ospite di Gennaro Bellelli, suo zio: in un dipinto, rappresenterà proprio La Famiglia Bellelli, in cui vengono raffigurati gli zii e le loro due figlie. A Firenze, frequenta gli stessi locali dei Macchiaioli e conosce Fattori, Lega, Signorini; capisce che la svolta cromatica macchiaiola è un punto di partenza per la creazione di una nuova corrente artistica. Tornato in Francia, contatta diversi pittori, tra cui anche alcuni italiani, che andranno a formare il primo nucleo di pittori impressionisti, anche grazie agli aiuti economici dello stesso Degas.

Edgar Degas: biografia e opere

EDGAR DEGAS: OPERE

Lo zio di Degas, Gennaro Bellelli, aveva origini nobili ed era in esilio a Firenze dopo aver cercato di destituire i Borbone: Firenze era molto aperta agli esuli politici. Si tratta di un personaggio schivo e scontroso, mentre la moglie, la zia Laura, aveva un buon rapporto con Degas. Degas arriva a Firenze nel giugno 1858 ma resta malvolentieri in Italia; durante il suo soggiorno, però, studia a lungo le opere d’arte fiorentine e copia i lavori di Michelangelo, di Raffaello, di Tiziano.

EDGAR DEGAS: LA FAMIGLIA BELLELLI

Nel dipinto, La Famiglia Bellelli, si nota il ritratto del nonno di Degas, morto da poco dopo essere stato assistito per lungo tempo dalla zia. Questo dipinto viene realizzato al ritorno della zia, ovvero con la famiglia completa: era già entrato in contatto con i macchiaioli, ma lo stile molto realistico ricorda, piuttosto, la pittura fiamminga. Secondo Degas, il disegno era il punto di forza di un’opera d’arte armoniosa: dice di non sapere che farsene dell’improvvisazione, che la sua arte nasce dal ricordo dell’attimo raffigurato. Costringe la famiglia degli zii a lunghi tempi di posa, ma dipinge ogni figura singolarmente più volte, per poi assemblare l’immagine completa mettendo insieme le varie figure. L’idea di base era la creazione di qualcosa di bello, di un’immagine che ricordasse una moderna fotografia istantanea: in basso a destra si vede solo una parte del cane, come se lui stesse scattando una fotografia e il cane passasse all’improvviso, e anche lo zio viene visto solo di spalle. Dallo sguardo della zia si nota la distanza tra i due coniugi: la moglie evita di guardare il marito. Lo sguardo pensieroso, inoltre, è dovuto al fatto che avesse appena perso il padre, morto a Napoli, e che fosse incinta del terzo figlio. Una delle figlie, Giovanna, guarda direttamente l’osservatore: Degas vuole rappresentare la ragazza ben educata e composta. La bambina seduta, Giulia, ha un atteggiamento meno formale e una posa più “ribelle” per una ragazza di buona famiglia: era la preferita di Degas, che condivideva con lei questo atteggiamento anticonformista. L’interno borghese è influenzato dalla pittura realista fiamminga, ma la pennellata fa intuire le scelte stilistiche successive di Degas: già Delacroix aveva scoperto l’uso della pennellata fluida, pastosa e senza linea di contorno, in più c’è anche l’influenza macchiaiola. A differenza degli impressionisti, Degas utilizza molto il nero, soprattutto per le vesti a lutto delle donne. L’intento è quello di creare una via di mezzo tra pittura e fotografia: il risultato è un dipinto con un’inquadratura fotografica, con alcuni dettagli presi a metà o di sorpresa, ma nel quale si notano le emozioni dell’autore. Degas teneva molto a questo dipinto, che viene cominciato nel 1858 a Firenze ma che verrà terminato 4 anni dopo; Degas lo porterà con sé durante i suoi viaggi, per poterlo continuamente ritoccare.

EDGAR DEGAS: LEZIONE DI DANZA

Nel 1873, dipinge La Lezione di Danza: i personaggi sono rappresentati in pose molto naturali, colti durante momenti che solitamente passano inosservati. Il taglio della scena è ancora fotografico, diagonale e lo si capisce dal pavimento. La porta lasciata aperta in fondo si notano i tetti di Parigi: la palestra era all’ultimo piano dell’edificio.

DEGAS: ASSENZIO

Degas, come farà anche altre volte, mette la sua firma su oggetti di scena: lo farà anche nel 1876, in L’Assenzio. In quest’altra opera, mette in posa due suoi amici, che recitano le parti di un senzatetto e una prostituta (riconoscibile dai fiocchi delle scarpe, dal vestito non curato, dal cappellino di tre quarti, dallo sguardo perso). In questo modo, vuole dire che la realtà che si crede di vedere, ma che l’apparenza può celare delle sorprese: la realtà è quella che accade a ciascuno in un dato momento, non quella che si cerca di osservare.