Egon Schiele: opere e autoritratto

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Vita e opere di Egon Schiele: descrizione de L'abbraccio e La famiglia e caratteristiche degli autoritratti (5 pagine formato doc)

EGON SCHIELE: OPERE E AUTORITRATTO

Egon Schiele.

Schiele nasce nel 1890 e muore nel 1918. Allievo di Klimt, quando raggiunse l'autonomia artistica il suo maestro gli disse “Lei disegna meglio di me”: Schiele aveva lungamente subito il fascino della pittura del maestro.
Soggiornò in Germania, soprattutto a Monaco, dove partecipò regolarmente alle Secessioni. Nel 1911 incontrò Klee e Kubin all'interno del gruppo Sema, che gli consentirono un distacco che fu anche occasione di crescita: semplificò i fondi, mitigò l'interesse per le decorazioni ossessive bizantine e rese il disegno più immediato e nervoso.
I paesaggi risultano spettrali e convulsi, ma ritratti e autoritratti formano il corpus principale della sua produzione: corpi nudi e tormentati, mutilati, deformati, sovente in atteggiamenti erotici.

Egon Schiele ed Espressionismo: tesina


SCHIELE AUTORITRATTO

Schiele dipingeva in modo spregiudicato modelle in pose oscene, ciò gli provocò molti fastidi, tanto che nel 1912 fu addirittura arrestato e condannato per diffusione di immagini immorali.
L'artista si avventurò nell'universo della vita privata (come fece Freud): mondo chiuso animato da pulsioni e timori in cui nemmeno gli artisti avevano ancora osato entrare davvero, tranne che per le sacre famiglie, i soggetti mitologici e pochi ritratti famigliari in posa. Schiele getta sul proprio corpo (che a volte ritrae sdoppiato) e sulle proprie modelle uno sguardo crudo, appassionato e ghiacciato dall'osservazione: leva i vestiti, mostra i segni della magrezza o del piacere, affronta tabù del comportamento come l'omosessualità e l'autoerotismo, riduce l'anatomia a quella di esseri scorticati. Tutto ciò si apre su scenari visionari al limite della follia, dal simbolismo ricco di penetrazione psicologica.
Fin dalle prime opere Schiele si ritrae costantemente, utilizzando le tecniche più diverse: disegno, acquerello, pittura, fotografia. In un continuo dialogo con se stesso, Schiele espone sentimenti e passioni che vanno dal disagio all’angoscia, dall’ironia al compiacimento, dalla paura all’introspezione, mostrandosi in un’esibita e nuda fragilità. In questa galleria di autoritratti, spesso tormentati nella definizione scheggiata del fisico, nella gestualità nervosa e nell’espressione tesa e stravagante, è molto evidente l’influsso della psicoanalisi freudiana.
Schiele spesso aveva eseguito delle donne in gravidanza e delle sacre famiglie. Anche questo espressionista, esprime il disagio dell'uomo moderno con un linguaggio proprio, personale, influenzato da Klimt e dall'espressionismo tedesco.

Espressionismo tedesco: riassunto


EGON SCHIELE: L'ABBRACCIO

Egon Schiele - L'abbraccio. 1917 - Olio su tela – 150 x 170cm – Osterreichische Galerie, Vienna
Si dice che in questo dipinto Schiele ritragga se stesso insieme a una modella da lui molto amata. Le due figure sono legate da amore e odio, egli lascerà questa modella per sposare un'altra donna: Edith. Il lenzuolo diventa come una barca in balia, l'abbraccio é fortissimo, i corpi si incuneano. Le mani della donna stringono fortemente il corpo magrissimo di Schiele. Il lenzuolo alla base ha delle parti molto articolate: una in particolare sulla destra sembra dentata.