Icaro di Matisse: analisi e descrizione

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descrizione e analisi del quadro "Icaro" di Matisse (2 pagine formato doc)

Icaro di Matisse: analisi e descrizione - ICARO (1947) - Henri Matisse dipinge Icaro in un cielo stellato, mentre abbraccia il blu dell’ignoto e tenta di toccare le stelle con la punta delle dita.

Come mai decide di dipingere proprio questa scena?
Quell’abbraccio sembra, per l’osservatore, rivolto tutto all’ignoto e al cielo, quasi una tensione e uno slancio verso l’infinito. Non è un caso che la raccolta di cui fa parte si chiami “Jazz ”:

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Matisse amava la musica e nella musica c’è un legame costante con l’infinito. Lo realizzò quando fu chiamato ad esprimere qualcosa sul jazz , attraverso una tecnica particolare di decoupage – la papiers decoupès.
Una tecnica che si esegue attraverso carte colorate, che hanno permesso all’artista, ormai piuttosto vecchio e praticamente invalido, di disegnare direttamente nel colore.

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Insolita questa del pittore francese, eppure profonda. Perfetta commistione di musica, pittura e retaggi di letteratura.
Matisse opera una rivoluzione iconografica. Ecco, infatti, improvvisamente escluso il sole , da sempre considerato elemento di vita, eppure triste dispensatore di morte per Icaro. Il cielo notturno in cui vola è invece sicuro, abitato dalle stelle che diventano sue compagne di un viaggio a metà strada fra l’oltre vita e la ricerca di verità. Un viaggio della mente e del cuore, per questo infatti l’artista lo rappresenta volutamente senza le ali.