La Maniera moderna: riassunto

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La Maniera moderna di Vasari e analisi stilistica di Leonardo, Michelangelo e Raffaello (2 pagine formato docx)

LA MANIERA MODERNA: RIASSUNTO

Leonardo. Di Leonardo è stata restituita un’immagine mistica che non rispecchiò il verso personaggio e quindi la sua vasta produzione sfugge ad una comprensione unitaria.

Scrisse diversi manoscritti dove affrontò discipline tecnico-scientifiche e naturali. Leonardo nasce a Vinci nel 1452, figlio illegittimo di un notaio a 10 anni finisce dentro la poliedrica bottega del Verrocchio dove sviluppa l’interesse per la ricerca naturale.
Nella prima produzione in collaborazione con il maestro, ‘’il battesimo di Cristo’’ Leonardo si cura dell’angelo a sinistra e dello sfondo, qui si può notare la contrapposizione tra la morbidezza leonardiana e la netta definizione del Verrocchio. Questi caratteri vengono espressi nell’ ‘’annununciazione’’ che rispecchia i caratteri leonardiani malgrado qualche timidezza giovanile.

Il Rinascimento maturo e il Manierismo

LE TRE MANIERE DI VASARI

Leonardo in queste opere da una grande importanza alla natura e allo sfumato legando un interesse invidiabile nella posizione dei personaggi. Leonardo abbandona la tradizione nella rappresentazione della madonna con il bambino con la ‘’madonna benois’’ dove la donna porge un fiore al bambino incrociandone le mani, punti focali dell’opera. Leonardo nell’incompiuta ‘’adorazione dei magi’’ supera tutte le sue incertezze e crea un’opera che dal disegno pare espressione di bravura prospettica ma nella tempera cambia ruolo e diventa rappresentazione del significato religioso dello sconvolgente evento. Nell’autunno del 1481 Leonardo si trasferisce a Milano nel tentativo di trovare un ambiente a lui più consono e subito fli venne commissionata la tavola centrale di un polittico raffigurante la ‘’vergine delle rocce’’ che descrive l’incontro tra Gesù e San Giovanni Battista, entrambi sfuggiti alla strage degli innocenti.

La Maniera moderna: riassunto e artisti dell'epoca

TERZA MANIERA

In quest’opera Leonardo pone la sua concentrazione sui fenomeni ottici e su come l’aria intercorre nella composizione tanto che Vasari riassumerà questi caratteri innovativi parlando di ‘’terza maniera’’ come superamento della maniera secca. Lo strumento innovativo è lo sfumato che stabilisce la relazione tra figura e ambiente in cui essa è immersa e nella tecnica della prospettiva aerea. Dal 1494-98 Leonardo fu impegnato nella produzione dell’ ‘’ultima cena’’ che fin da subito fu ammirata ma altrettanto si conservò molto male poichéLeonardo utilizzò la tecnica non dell’affresco bensì della stesura su di un composto gessoso che non ne mantenne mai la compattezza quindi è stato sottoposto a diversi restauri che lo hanno denaturalizzato e perciò in tempi recenti un grande restauro lo ha riportato alla bellezza originale. Leonardo descrive la scena dove Gesù annuncia: ‘’in verità vi dico, uno di voi mi tradirà’’ e ne descrive lo stupore arrecato agli apostoli presenti che esaltano la drammaticità della rappresentazione. L’autore crea un tumulto generale a cui solo Gesù e Giuda non partecipano; diviene una serrata concatenazione ritmica dove il tutto insieme ottiene un’unitarietà straordinaria. Inoltre la sala dipinta simula, insieme alla posizione dei personaggi, un vero palcoscenico aperto che si lega al refettorio dove l’opera è situata.

Primo Rinascimento: artisti

L'ETA' DELLA MANIERA MODERNA

Leonardo produce poi una ‘’seconda vergine delle rocce’’probabilmente svolta in collaborazione con i propri allievi, che risulta un po’ come un salto indietro rispetto alla prima. Leonardo si dedica poi a diverse produzioni fino a che Francesco del Giocondo non gli commissiona il ritratto di sua moglie, ‘’La Gioconda’’ . La Gioconda è il quadro più celebre di tutti i tempi proprio perché è sintesi di tutto ciò che Leonardo è stato e che studiò nel corso della sua vita; vi ritroviamo tutti i caratteri: lo sfumato, la prospettiva aerea, l’importanza naturale, la morbidezza del tratto, la mobilità del corpo e più generalmente la realisticità del tutto. La gioconda rimane oggetto di studi approfonditi per l’eclettismo del quadro e del sorriso della monna lisa, come la chiamava Vasari.