Realismo nell'arte: riassunto

Appunto inviato da simonechiani
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Realismo nell'arte: riassunto della vita e le opere di Corot, Millet, Daumier e di Courbet (4 pagine formato doc)

REALISMO ARTE, RIASSUNTO

Realismo.

Fino alla prima guerra mondiale l’Europa visse un periodo di crescita. Questa fu l’età della borghesia e nella mente dell’uomo europeo cresce l’illusione di poter controllare la realtà con la ragione (positivismo) anche in seguito alle nuove ed importanti scoperte di quel tempo, alcune delle quali erano destinate a cambiare la vita degli artisti. Una di queste fu la fotografia e, in seguito, il cinema.
La borghesia sostituì sempre di più l’aristocrazia come commissionaria di opere. I nuovi ricchi scelsero però di adottare lo stesso gusto dei predecessori e guardavano più al prezzo che al significato di un’opera. In questo contesto fu difficile per un artista affermarsi, tuttavia ci furono mercanti e collezionisti disposti ad acquistare le opere di Realisti ed Impressionisti. L’aspirazione al realismo era già presente nei romantici, con i paesaggi, i ritratti e le rappresentazioni storiche; ma le cose cambiarono con il positivismo e lo sguardo verso la realtà si fece più scientifico e concreto.

Realismo e naturalismo in Francia

REALISMO, LA FOTOGRAFIA

La fotografia. Compare nel 1838 con Daguerre, che trovò un modo per imprimere un’immagine sull’argento. Sin dalla sua nascita, la fotografia ebbe rapporti difficili con la pittura, specialmente perché, almeno nei ritratti, toglieva lavoro ai pittori. In un secondo momento furono gli stessi pittori a sfruttarla, specie dopo l’invenzione della fotografia istantanea che permetteva di fissare più movimenti in sequenza (vedi il Piccolo galoppo, Edward Muybridge; o le ballerine di Degas) o di studiare con più facilità una scena (Delacroix, Manet).
Il realismo in Francia
Non fu facile per i paesaggisti francesi rappresentare la realtà come è veramente, tuttavia ci provarono con grandi risultati.

REALISMO, COROT

Corot. Si impose per l’originalità delle sue opere, molto aderenti al vero e di larga popolarità. Corot scelse di rappresentare sia paesaggi d’invenzione (Danza delle ninfe), sia paesaggi reali. Di questi scelse di non rappresentare solo monumenti o vedute cittadine, ma anche aspetti marginali, con un’immediatezza che anticipa quella impressionista. Il pittore scelse inoltre di rappresentare con fedeltà l’ora e l’atmosfera di uno scenario, come si vede in Castel Sant’Angelo e il Tevere. La tendenza a disegnare en plen air portò Corot a viaggiare spesso in cerca di luoghi di ispirazione, come la Foresta di Fontainebleau. Nella stessa regione della foresta, Barbizon, si formò una scuola di artisti (barbizonniers) accomunati da una intensa sensibilità per la natura.

REALISMO SOCIALE ARTE

Millet (1814-1875). Nasce da una famiglia contadina. Poi si reca a Parigi, frequenta l’Ecole des Beaux Arts, diventa allievo e pupillo di Delorche, si dedica a ritratti e dipinti di soggetti mitologici. Vive periodi di estrema povertà. Quando, nel 1849, scoppiò il colera a Parigi, si recò a Barbizon. Da questo momento muta stile e temi, per dedicarsi ad una pittura ispirata ad un fermo e sostanziale realismo, che ha nel fare del mondo rurale contadino il proprio protagonista. I suoi soggetti preferiti erano quelli agresti e nei suoi lavori volle esaltare il lavoro dei contadini portandolo ad un piano quasi religioso-spirituale. La scelta del tema può venire dal forte inurbamento di quel tempo, e quindi il voler rappresentare le campagne è come un voler ricordare le proprie radici. Caratteristica di Millet è il voler rappresentare il lavoro nei campi in modo addolcito, privo di qualunque asprezza, portando così gli altri artisti alla ricerca di un maggior realismo sociale.

“L’Angelus è un quadro che ho dipinto nel ricordo di quando insieme alla nonna seguivamo i lavori dei campi e al vespro giungeva fino a noi il suono delle campane, essa allora ci faceva coprire il capo e ci raccoglievamo in preghiera elevando il pensiero nella rievocazione dei cari defunti.” (lettera di Millet del 1865).

“Io vorrei far sentire a quelli che guardano quello che io faccio, i terrori e gli splendori della notte…Vorrei far percepire l’infinito.” (Millet a Sensier)
“Esprimere il sublime attraverso le cose più semplici”(Millet a Sensier)
“Devo dire che ciò che muove la mia arte è l’umano,il valore dell’umanità” (Millet a Sensier)

REALISMO E COUBERT, RIASSUNTO

Daumier. Daumier e Courbet abbandonano gli aspetti romantici delle loro opere ed elaborano un’arte che è strumento di lotta. Daumier si dedicò inizialmente alla satira e le sue caricature furono pubblicate da “Le caricature” (1830-1835) assieme agli articoli di Balzac. Nel 1831 la sua litografia intitolata Gargantua  e rappresentante Luigi Filippo con la testa a pera lo portò in prigione per 6 mesi. Costretto a rinunciare alla polemica politica, dopo la rivoluzione del 1848 tornò alla satira con una statuetta di bronzo intitolata Ratapoil. Negli anni 40 si avvicinò alla pittura e i suoi soggetti preferiti erano presi dall’attenzione verso la realtà e dai drammi del quotidiano. Con il tempo la sua pittura assunse caratteri sempre più sintetici e questo portò il pubblico ad allontanarsi dai suoi lavori.