Storia della pedagogia

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Note sull'educazione secondo Plutarco, Filone, Plotino, Luciano di Samosata, Sesto Empirico (2 pagine formato doc)

Plutarco


Plutarco tende a dare importanza all'educazione morale.

Nell'opera Vite Parallele egli raccoglie le biografie di personaggi storici per proporli come modelli da imitare per i giovani.


Nel De liberis educandis sottolinea che il fine dell'educazione è quello di formare l'individuo moralmente.

E per fare questo l'educazione per Plutarco dovrebbe condurre l'uomo alla virtù e alla felicità.

Per raggiungere questo scopo sono necessarie l'inclinazione naturale, l'insegnamento dei precetti e l'esercizio.

Nel De liberis educandis è scritto che per la formazione dell'individuo sono necessarie fin dall'inizio una buona alimentazione, delle buone nutrici e un maestro ben preparato.

È chiaro che si tratta di elementi di ambiente aristocratico.

Sono importanti gli studi umanistici: fino a dodici anni si insegnano i saperi di base, poi si passa all'insegnamento della retorica, per sviluppare le capacità di espressione ma anche il lato morale.

Questo avviene in nome dell'enkýklios paidéia, anche se al vertice è sempre posta la filosofia, poiché in essa si congiungono tutti i saperi x raggiungere il fine morale dell'educazione.

Nel curricolo è inserita anche la preparazione fisica.

Tutto questo deve avvenire con il controllo dei comportamenti basato sul richiamo, sul premio e sull'invito al senso dell'onore, ma non con castighi corporali.
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