L'educazione a Sparta e Atene

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Note sull'educazione e la pedagogia a Sparta e Atene, con riferimenti al pensiero socratico (3 pagine formato doc)

SPARTA E ATENE: EDUCAZIONE

L’areté aristocratica del guerriero.  Il filo conduttore dell’educazione nell’età arcaica della Grecia è l’areté, cioè la “virtù”, intesa come ciò che rende qualcuno come “dovrebbe” essere.
Profondamente legato all’areté è il concetto di onore, dell’obbligo, dell’impegno verso l’ideale.
Testimonianza di tale ideale educativo sono l’Iliade e l’Odissea.
L’Iliade e l’Odissea sono i due poemi che vengono utilizzati come testi per l’educazione e che rispecchiano i valori dell’areté aristocratica.
In esse Omero racconta rispettivamente le vicende dell’assedio di Troia per opera degli Achei e le peregrinazioni affrontate da uno dei loro eroi, Odisseo (Ulisse), per fare ritorno in patria.
L’Iliade è espressione dello spirito eroico dell’areté, in cui l’aristocratico è sempre valoroso e vive unicamente per il  combattimento e la vittoria.

L’eroe omerico Achille è il simbolo di tale valore.
Anche nell’Odissea il valore guerriero rimane la massima espressione della personalità virile, ma ad esso si aggiunge il riconoscimento dei meriti intellettuali e sociali.
In generale, Iliade e Odissea testimoniano:
1) il collegamento tra l’educazione dell’uomo e la vita associata, per cui educare significa fornire i valori e i comportamenti che anno onore e merito presso la comunità;
2) l’idea che l’educazione riguarda l’uomo nella sua totalità e per tutta la vita.

Si distinguono due forme fondamentali di pòlis: lo Sato guerriero spartano e lo Stato “secondo il diritto” di Atene.

Sparta e Atene in età classica

EDUCAZIONE SPARTA E ATENE, PEDAGOGIA

Sparta.

La città-Stato di Sparta sviluppa un modello di vita a carattere militaresco, in cui aspetto fondamentale è quello del controllo e della sorveglianza dei popoli sottomessi.
Il motivo ispiratore dell’educazione di Sparta è l’incitamento all’areté guerriera, in cui è assente l’individualismo tipico degli eroi omerici e che esalta l’eroismo nell’amor di patria del cittadino-soldato.
Sparta vuole educare i suoi cittadini ad amare lo Stato sopra ogni cosa e a difenderlo coraggiosamente con le armi. È perciò importante la buona salute fisica.
Superato questo “esame” il fanciullo nato a Sparta viene lasciato per i primi sette anni all’educazione famigliare, quindi arruolato in compagnie di tipo militare.
Fin dall’infanzia lo spartano impara così a vivere in collettività identificandosi con il “gruppo dei pari”.
Per quanto concerne l’educazione viene concesso poco spazio alla scrittura e alla lettura.
Ben più importanza viene però attribuita allo sviluppo delle arti di combattimento.
Quanto all’educazione morale ai fanciulli si fanno imparare a memoria e recitare, talvolta con strumenti musicali, i versi di Omero ed Esiodo e gli eirenes (giovani tra i 16 e i 20 anni), attraverso discussioni serali, li aiutano a sviluppare l’acutezza di giudizio e l’attenzione al comportamento pubblico.
L’educazione spartana si preoccupa di far identificare fortemente l’onore personale.
Alle ragazze veniva impartita una formazione fisica che le preparasse alla maternità.
Una volta nati, i figli dovevano essere cresciuti secondo gli stessi valori che dà loro lo Stato.
Dunque Sparta si caratterizza come esempio di statalizzazione dell’educazione e dell’individuo.

EDUCAZIONE DI SPARTA E ATENE

Atene. Il concetto di educazione ad Atene concerne, oltre che con la formazione del “cittadino guerriero”,
 con la formazione “civile”, a cui si aggiungono le idee di dovere e lavoro e l’importanza del diritto. Diviene così necessario lo sviluppo di un’areté civile.
L’educazione ateniese non verrà promossa dallo Stato, ma questa volta dai filosofi.