Lo scontro tra comuni e impero: riassunto

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Breve descrizione della lotta tra comuni e impero e del rapporto tra guelfi e ghibellini: riassunto (4 pagine formato )

COMUNI E IMPERO

La lotta tra comuni e impero.

Guelfi e Ghibellini in Germania
Mentre in Italia e nell’Europa centro-settentrionale sorgevano e si affermavano i Comuni, in Germania, dopo l’estinzione della casa di Franconia con la morte di Enrico V nel 1125 (che aveva stipulato in Concordato di Worms), si scatenò una lotta per la successione al trono che durò quasi 30 anni.

I feudatari tedeschi, che dovevano eleggere l’imperatore, si divisero in due fazioni:
•    I GUELFI, sostenitori della casa di Baviera e favorevoli ad una politica di compromesso con la Chiesa di Roma
•    I GHIBELLINI, sostenitori della casa di Svevia e intransigenti verso la Chiesa di Roma
La guerra civile terminò nel 1152 con un compromesso: l’elezione di FEDERICO I detto il Barbarossa, svevo di origine ma di madre bavarese.
Durante questi 30 anni di guerra civile, l’Italia fu praticamente abbandonata a se stessa: nel settentrione i Comuni si dilaniavano in lotte fratricide, mentre nel meridione si era andato costituendo il regno Normanno, completamente svincolato da ogni rapporto di subordinazione all’impero.

Dall'Impero alle Monarchie nazionali, riassunto

LOTTA TRA IMPERO PAPATO E COMUNI

Federico Barbarossa (1152-1190)
La politica di questo sovrano fu indirizzata a ristabilire il potere imperiale indebolito dal Concordato di Worms e dallo sviluppo dei Comuni.
I suoi obiettivi pertanto furono:
1.    Consolidare il potere in Germania ponendo fine alla lotta tra Guelfi e Ghibellini
2.    Riappropriarsi dell’investitura feudale dei vescovi-conti e quindi ristabilire la supremazia dell’Impero sulla Chiesa
3.    Affermare l’autorità imperiale sui Comuni, togliendo loro l’autonomia che avevano conquistato
4.    Conquistare l’Italia meridionale
Quando egli sistemò le cose in Germania tra Guelfi e Ghibellini, l’Italia divenne il suo obiettivo principale e vi discese più volte alla testa di imponenti eserciti. Gli interventi di Federico I in Italia riaccesero quindi l’antica ostilità fra Impero e Papato

GUERRA DEI COMUNI

Federico Barbarossa in Italia
PRIMA DISCESA (1154-1155)
Fu favorita dai contrasti nati fra i Comuni dell’Italia settentrionale in seguito alla politica espansionistica di Milano che voleva controllare gran parte del territorio Lombardo.
Federico cinse a Pavia la corona di re d’Italia e poi distrusse alcune città che gli si erano dimostrate ostili.
Poi diresse verso Roma, chiamato dallo stesso pontefice per eliminare Arnaldo da Brescia, un religioso che, denunciando la corruzione della curia pontificia, aveva favorito l’istituzione, a Roma, di un libero Comune a carattere repubblicano. Federico lo catturò e lo condannò a morte come eretico, ottenendo dal Papa la corona imperiale a San Pietro.
SECONDA DISCESA (1158-1162)
L’intervento fu provocato dalla politica di Milano, che voleva difendere le libertà comunali dalle interferenze dell’imperatore e voleva sempre espandersi nel territorio lombardo.
L’imperatore riuscì a piegare la resistenza dei Milanesi costringendoli ad un giuramento di fedeltà, quindi riunì a una Dieta a Roncaglia, cioè una assemblea dei maggiori feudatari, dove solennemente venne rivendicata all’impero la legittimità degli interventi nella vita interna dei Comuni.